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Riordino delle province e città metropolitane, ecco cosa cambierà in Calabria e Sicilia

Stamane il Consiglio dei Ministri, riunitosi alla presenza del Presidente del Consiglio Mario Monti e del Sottosegretario di Stato alla Presidenza Antonio Catricalà, ha approvato la proposta dei Presidenti delle Giunte e dei Consigli, sul taglio ai costi della politica regionale. Nel 2014 le province italiane passeranno da 86 a 51. Tale operazione garantisce  il dimezzamento dei costi. Si tratta di un risparmio complessivo di circa 40 milioni di euro l’anno.
All’inizio di Ottobre sono iniziate le operazioni per individuare le Regioni più “virtuose” per quanto riguarda la retribuzione del corpo politico regionale e i finanziamenti ai gruppi consiliari. Ed ecco i risultati: l’Umbria è la regione più virtuosa per quanto riguarda la retribuzione dei Presidenti di Giunta, l’Emilia Romagna per quanto riguarda i consiglieri regionali e, per i finanziamenti ai gruppi consiliari, l’ Abruzzo.
Tale riforma trae ispirazione dai modelli di governo europei. Approvando tale decreto il governo ridurrà ampiamente il numero di province attualmente esistenti e verranno anche razionalizzate le competenze. Le Province diventeranno cioè enti di secondo livello, con un consiglio provinciale e il presidente della Provincia, e si occuperanno di : pianificazione territoriale e valorizzazione dell’ambiente, pianificazione dei servizi di trasporto, classificazione e gestione delle strade provinciali, regolazione della circolazione stradale, programmazione della rete scolastica e gestione dell’edilizia scolastica per le scuole secondarie di secondo grado.
Secondo quanto si legge nella nota del Consiglio dei Ministri “dal 1° gennaio prossimo le giunte delle province italiane saranno soppresse e il Presidente potrà delegare l’esercizio di funzioni a non più di 3 Consiglieri provinciali“.
Inoltre, dal 1° gennaio 2014 diventeranno operative le città metropolitane, le quali sostituiscono le province nei maggiori poli urbani del Paese.
Affinchè il riordino sia effettivo il Governo ha delineato una procedura con dei tempi prefissari e con un’adeguata preparazione. Se dovesse rendersi necessario potrebbero intervenire dei commissari per assicurare la buona riuscita di tutte le operazioni.
Secondo quanto si legge nella nota “resta fermo il divieto di cumulo di emolumenti per le cariche presso gli organi comunali e provinciali. Resta altresì ferma l’abolizione degli Assessorati. Infine gli organi politici devono avere sede esclusivamente nelle città capoluogo“. Il ministro per la Pubblica amministrazione avverte: “Non si torna indietro, la riduzione è irreversibile“.
In realtà, il riordino delle Province è la prima di un pacchetto di riforme più ampie. Si preve infatti anche la riorganizzazione degli uffici territoriali di governo (prefetture, questure, motorizzazione civile etc etc) in base al nuovo assetto. Saranno dimezzati anche altri uffici su base provinciale. E’ un lungo iter al termine del quale si potranno constatare i risparmi effettivi.

Di seguito riportiamo la nuova mappa delle province dopo il riordino. Le città metropolitane sono indicate all’inizio dell’elenco in maiuscolo:

PIEMONTE: 1) TORINO 2) Cuneo 3) Asti-Alessandria 4) Novara-Verbano-Cusio-Ossola 5) Biella-Vercelli;

LIGURIA: 6) GENOVA 7) Imperia-Savona, 8) La Spezia;

LOMBARDIA: 9) MILANO-Monza-Brianza 10) Brescia 11) Mantova-Cremona-Lodi 12) Varese-Como-Lecco 13) Sondrio 14) Bergamo 15) Pavia

VENETO: 16) VENEZIA 17) Verona-Rovigo 18) Vicenza 19) Padova-Treviso 20) Belluno

EMILIA ROMAGNA 21) BOLOGNA 22) Piacenza-Parma 23) Reggio Emilia-Modena 24) Ferrara 25) Ravenna-Forlì-Cesena-Rimini

TOSCANA: 26) FIRENZE-Pistoia-Prato 27) Arezzo 28) Siena-Grosseto 29) Massa Carrara-Lucca-Pisa-Livorno

MARCHE: 30) Ancona 31) Pesaro-Urbino 32) Macerata-Fermo-Ascoli Piceno

UMBRIA: 33) Perugia-Terni

LAZIO: 34) ROMA 35) Viterbo-Rieti 36) Latina-Frosinone

ABRUZZO: 37) L’Aquila-Teramo 38) Pescara-Chieti

MOLISE: 39) Campobasso-Isernia

CAMPANIA: 40) NAPOLI 41) Caserta 42) Benevento-Avellino 43) Salerno

PUGLIA: 44) BARI 45) Foggia-Andria-Barletta-Trani 46) Taranto-Brindisi 47) Lecce

BASILICATA: 48) Potenza-Matera

In CALABRIA: le province saranno:

49) Catanzaro-Vibo Valentia-Crotone

50) Cosenza

51) REGGIO CALABRIA, città metropolitana

Risultano escluse dal riordino le cinque regioni a statuto speciale: SICILIA, SARDEGNA, VALLE D’AOSTA, TRENTINO-ALTO ADIGE, FRIULI VENEZIA GIULIA.

La Cartina delle Province italiane dopo il riordino