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Reggio: politici “vicini” ai mafiosi e ditte in odor di mafia, ecco perchè il governo ha sciolto il consiglio comunale

Appalti pubblici affidati a ditte in odor di mafia; infiltrazioni delle cosche nelle societa’ miste Multiservizi e Leonia; assessori, consiglieri comunali e funzionari legati da amicizia o vincoli di parentela a boss e pregiudicati; inefficienze, se non gravi irregolarita’, che hanno condizionato il bon funzionamento della stragrande maggioranza degli uffici: sono questi, in sintesi, secondo quanto riporta l’Ansa in serata, gli elementi che hanno spinto il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri a chiedere al Consiglio dei ministri di sciogliere il Comune di Reggio. Rilievi che al ministro sono stati trasmessi dal prefetto di Reggio, Vittorio Piscitelli, sulla base dei risultati del lavoro della Commissione d’accesso, condensato in poco piu’ di 200 pagine, che in sei mesi, da gennaio a luglio 2012, non solo ha spulciato tutte le carte dell’ente svolgendo numerose audizioni, ma ha anche redatto una mappa di conoscenze e parentele di amministratori, funzionari, tecnici e dipendenti dell’Ente e analizzato tutte le inchieste giudiziarie che nel biennio 2010-2012 hanno interessato il Comune.
E’ cosi, per esempio, che si e’ scoperto che – sempre secondo quanto riporta l’Ansa, in base a indiscrezioni sul documento ancora riservato – il presidente del Consiglio comunale Sebastiano Vecchio, poliziotto in aspettativa, ha partecipato, il 12 marzo 2010, quando era assessore alla pubblica istruzione, al funerale del boss Domenico Serraino. Nella relazione, secondo quello che trapela dal fitto riserbo che l’ha coperta fino ad ora, emergono anche altre circostanze che per la Commissione dimostrerebbero la compromissione dell’Ente con le cosche. E cosi’, non solo gli appalti per i lavori pubblici finivano in mano a societa’ piu’ o meno direttamente collegate alla criminalita’ organizzata, ma ci finivano, grazie a cooperative intestate a prestanome, anche alcuni servizi sociali, tra i quali quelli per lo svolgimento di assistenza ai ragazzi. Il prefetto Piscitelli ed i commissari non avrebbero tralasciato neanche la situazione finanziaria dell’Ente, ricordando, al riguardo, la relazione degli ispettori ministeriali che hanno certificato un buco di 170 milioni e l’inchiesta sul cosiddetto caso Fallara che ha portato al rinvio a giudizio dell’ex sindaco ed attuale presidente della Regione, Giuseppe Scopelliti, per abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. Ampi stralci sarebbero poi dedicati alle societa’ miste, in particolare alla Multiservizi, oggetto da tempo di un’inchiesta giudiziaria, ma anche alla Leonia, il cui direttore e’ stato arrestato proprio stamani da guardia di finanza e polizia con l’accusa di essere collegato alla cosca Fontana. In definitiva, la Commissione prima ed il Prefetto poi, avrebbero ravvisato nella situazione generale del Comune un terreno fertile per le cosche reggine per allungare i loro tentacoli su pezzi dell’amministrazione. Un quadro che ha spinto il Consiglio dei ministri a sciogliere il Comune.