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Reggio, parla Arena: “il mio onore è salvo; chi pensa che il commissariamento servirà davvero a risolvere il problema della ‘ndrangheta?”

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    L’ormai ex Sindaco di Reggio Calabria, Demetrio Arena, oggi pomeriggio ha tenuto una conferenza stampa presso la sala Green del Consiglio Regionale della Calabria, alla luce dello scioglimento del consiglio comunale di Reggio Calabria.  Arena ha esordito affermando che la scelta del governo è un “provvedimento che mortifica un’intera comunità, che 17 mesi fa aveva scelto liberamente i propri rappresentanti. Il provvedimento lede anche l’immagine dell’Italia, considerati i commenti della stampa internazionale. Non è una pagina bella per il nostro Paese, anche perchè stiamo parlando di un problema che purtroppo riguarda tutt’Italia e anche l’Europa“.
    Relativamente alle parole del ministro Cancellieri, che aveva specificato che “lo scioglimento è riferito solo ed esclusivamente a questo consiglio comunale, e non al  precedente“, Arena ha spiegato di esser rimasto stupefatto di fronte a quest’affermazione, ma ha poi aggiunto che “quando ho rivisto la conferenza stampa integrale del Ministro, ho capito perchè ha detto così. Non è stata una sua dichiarazione spontanea, ma solo la risposta alla domanda di un giornalista che gli chiedeva se il provvedimento fosse riferito a questo o al precedente consiglio, e neanche un bambino avrebbe potuto rispondere in modo differente“.
    A quel punto l’ex primo cittadino di Reggio ha ripercorso gli ultimi periodi: “ho lavorato sulla polvere, per molto tempo senza mai riuscire a spazzarla. La mia Amministrazione ha davvero guidato il Comune solo per 6 mesi, la Commissione d’Accesso è arrivata a gennaio. Non ho potuto creare e utilizzare una squadra, non me l’ha consentito la legge. Non potevo assumere dirigenti. Ho affrontato tutto da solo, con il supporto della mia giunta. Io sono molto sereno e oggi qui sono costretto a salvare il mio onore, che è ben saldo nella mia città e nella mia Regione. La città è caduta dopo 15 anni di splendore, in controtendenza con i tre decenni precedenti. Spero che la stampa voglia abbandonare un’assurda forma di comunicazione che etichetta Reggio come una città di mafia. Un Paese serio non usa i problemi che ha per combattersi politicamente. La ‘ndrangheta non è nè di destra nè di sinistra, va con chi pensa che possa vincere, e non c’è solo a Reggio e in Calabria, ormai da molto tempo, come possiamo vedere dai fatti di cronaca di tutti i giorni“.
    Tornando a Reggio, Arena ha detto che “non è la mia Amministrazione ad aver generato quello che è successo. La mafia è un cancro millenario, ad esempio le scelte sulle società miste appartengono al 2002 quando, dopo la riforma degli enti locali di fine anni ’90, a inizio 2002 prima delle elezioni amministrative, il Comune guidato dal centro/sinistra lanciò i bandi per le municipalizzate in piena campagna elettorale. La ‘ndrangheta va combattuta e sconfitta, ma non so se il commissariamento è la soluzione del problema. La storia dei commissariamenti dei vari paesi, è una storia di continui commissariamenti che non finiscono mai e non trovano una soluzione contro la mafia. La storia ci insegna che il commissariamento non risolve il problema della ‘ndrangheta, contrastando la criminalità organizzata. Forse servirà solo a interrompere lo scontro politico, com’è successo a livello nazionale con l’arrivo del governo tecnico che è provvisorio, perchè in un Paese democratico non possiamo pensare che un governo tecnico possa avere un futuro duraturo. Ma qui è tutto diverso, la commissione d’accesso è per mafia! E’ un’altra cosa. Si poteva intervenire in maniera diversa. Non riesco a immaginare che 3 commissari possano guidare una città come Reggio, non ne basterebbero neanche 10. Chi pensa che in 18 mesi la città si libererà dalla ‘ndrangheta, e poi si tornerà a votare liberi mentre prima si votava costretti?!?!”