Reggio, l’assessore Morisani commenta l’arrivo dei fondi per ammodernare il sistema di depurazione della città

Di seguito la nota diffusa da Pasquale Morisani, Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Reggio Calabria:

L’atto deliberativo del CIPE che prevede considerevoli somme finalizzate alla realizzazione di “nuovi interventi strategici”, di cui 35 milioni di euro da destinare alla riqualificazione ed al  potenziamento del sistema per la depurazione nella città di Reggio Calabria rappresenta, per il nostro territorio, una risorsa preziosa.

Questo cospicuo finanziamento, funzionale ad una nuova programmazione in project financing che riguarda l’ intero comparto dello smaltimento dei reflui fognari, si presenta come un risultato importante dell’impegno regionale che, senza penalizzare le altre realtà calabresi, in questi anni ha considerato Reggio centrale rispetto agli indirizzi di governo cui segue l’ azione concreta e coerente che caratterizza, da sempre, l’impegno politico del Presidente Giuseppe Scopelliti.

Il Comune di Reggio, cui sono stati già destinati i fondi per la mobilità pari a circa 120 milioni di euro, disporrà di altri 35 milioni che, sommati a finanziamenti in project financing per 15 milioni, saranno destinati alla riqualificazione del sistema di depurazione delle acque, settore determinante sia in termini strutturali che di sviluppo sostenibile ed ecocompatibile del territorio.

Sono scelte queste  che risultano strategiche sia in termini di segmenti infrastrutturali di depurazione, raccolta ed utilizzo delle acque  che di investimento, per garantire la qualità dei servizi nelle nostre aree urbane e di valorizzazione delle aree pregiate, specie marittime, da tutelare anche per renderle idonee alle politiche imprenditoriali finalizzate ad incentivare il turismo.

Peraltro, per lo stesso ambito, la Regione ha già destinato 4.200.000 euro già in fase di gara per l’appalto, che prevedono l’intervento di riqualificazione del depuratore di Pellaro e di potenziamento del sistema dei sollevamenti fognari, da sempre spina nel fianco della manutenzione.

Su questo programma finanziario si gioca dunque una partita storica per un territorio che negli anni dell’abusivismo urbanistico e degli investimenti  infrastrutturali ha visto la realizzazione di impianti depurativi localizzati, in aree come Gallico e Ravagnese, che nel tempo si sono rivelati inadeguate sia per la loro location che per la funzionalità.

Proprio alla sostenibilità di questo servizio essenziale il Sindaco Arena ha inteso dare priorità, garantendo continuità, nei termini consentiti dalla normativa, nella manutenzione degli impianti affidati dall’ATO ad Acque Reggine ed impegnando  il settore Lavori Pubblici per la definizione di uno studio di fattibilità funzionale alla progettazione di interventi risolutivi che prevedano la possibilità sia in termini di potenziamento che di riallocazione dei depuratori.

Non può non essere considerato, in un momento di grave crisi del sistema economico pubblico e privato, come questi finanziamenti, che il governo regionale  Scopelliti è riuscito per credibilità istituzionale e capacità amministrativa a pilotare verso l’ economia locale, possono rappresentare un flusso cospicuo di risorse economiche che possono sostenere e stimolare l’imprenditoria privata con nuove commesse da parte degli enti locali e ridefinire comparti strategici, come quello della depurazione, secondo modelli gestionali nuovi ed economicamente sostenibili.

Un finanziamento, dunque, destinato alla risoluzione di questioni che, per decenni, sono state disattese ed ignorate proprio da quella parte politica che oggi scopre il problema, esercitandosi nella pratica della segnalazione critica di disfunzioni la cui cronicità, certamente, non può essere ascritta a chi, nell’ultimo decennio, ne ha ereditato la gestione strutturale.

Si delinea, sempre più chiaramente, come le politiche di sviluppo infrastrutturale non possono più determinarsi con impegni finanziari che gravano sui Comuni che ormai, sempre più a stento, riescono a sostenere con risorse proprie soltanto i servizi essenziali; tali azioni strutturali dovranno, con idonea capacità progettuale, essere programmare di concerto con le Regioni, finalizzandole ad opere ed interventi sostenibili.

Solo in questa direzione si potrà, con un azione regionale oggi capace di svolgere funzioni di regia,   dare la possibilità agli enti locali di articolare scelte essenziali e con ottimizzazione della spesa.

In questa direzione l’utilizzo dei fondi POR con piani articolati, mirati alla trasformazione ed al recupero delle aree limitando il consumo di nuove porzioni di territorio, devono rappresentare risorsa preziosa che la sinergia politico-amministrativa, sostenuta dalla professionalità e l’impegno dei tecnici, ha il compito di tradurre in azioni concrete.


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