fbpx

Palermo, riconosciute aggravanti per Samuele Caruso. Domani niente telecamere ai funerali di Carmela

Dopo la conferma della custodia cautelare per Samuele Caruso, il gip ha riconosciuto anche le aggravanti: omicidio volontario premeditato per futili e abietti motivi. L’assassino di Carmela Petrucci, 17 anni, accoltellata sotto casa, oggi davanti al gip si è avvalso della facoltà di non rispondere e non ha proferito parola. Anche se venerdì aveva ammesso di aver ucciso la sorella della sua ex, Lucia Petrucci e di aver accoltellato anche quest’ultima. Caruso, sempre nello stesso giorno, aveva anche confessato di essere uscito di casa armato di coltello e i segni della collutazione avuta con le sorelle Petrucci sono ben visibili sulle mani del ragazzo. Intanto, il parroco di Sant’Ernesto, Don Carmelo Vicari, fa sapere che domani non saranno ammessi fotografi e teleoperatori in chiesa, durante i funerali di Carmela, ”per espressa volonta’ della famiglia e per rispettare il profondo dolore che l’ha colpita”.
I compagni di scuola di Carmela, che frequentava il Liceo classico Umberto di Palermo, si sono incontrati oggi nell’aula magna dell’istituto. Gli studenti sono chiusi nel silenzio e increduli di fronte all’accaduto. Don Roberto Zambolin, parroco della chiesa Santa Teresa, ha provato a confortarli: “Come sacerdote posso dire che Carmela vive nell’amore di Dio. E Dio non rifiuta nessuno, anzi ha un profondo amore per questa ragazza. La voglio immaginare così, nella gioia e nella pace del Signore. Alla famiglia dico abbiate coraggio. Avete l’affetto e la solidarietà mia personale, ma anche di tanti splendidi giovani”. “Il mondo dei giovani l’hanno in mano gli adulti, a partire dalle famiglie – ha aggiunto il parroco. “E negli adulti ci mettiamo anche noi preti. Non sempre i ragazzi trovano negli adulti modelli e valori di riferimento. E i giovani li cercano“. Don Roberto ha poi rivolto un pensiero anche all’autore dell’omicidio, Samuele Caruso: “Nel nostro cuore c’è tutto, la Bibbia dice che il cuore dell’uomo è un abisso. Chi lo capisce? Amo pensare che questo ragazzo forse ha vissuto anche lui un dramma interiore. Per questo dico ai giovani che quando vivono dei drammi, soprattutto affettivi, che sono quelli che lasciano le ferite più grandi, che non se le tengano dentro. Se forse questo ragazzo fosse andato da qualcuno di sua fiducia raccontando ciò che stava vivendo – ha concluso Zambolin -, avesse avuto il coraggio, l’umiltà, la sapienza di farsi aiutare, forse oggi non sarebbe successo tutto questo“.