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Nelle scuole siciliane si insegnerà la storia, la cultura e la letteratura siciliana: via ai corsi per i docenti

Stanno per partire nelle Universita’ di Catania e Palermo corsi di formazione destinati ai docenti per aiutarli a conoscere in modo approfondito la storia e la letteratura siciliana, a cui spesso nei classici libri di testo sono riservate poche pagine”. Lo dice all’Adnkronos Nicola D’Agostino, capogruppo del Mpa all’Ars e firmatario del ddl ‘Norme sulla promozione, valorizzazione ed insegnamento della storia, della letteratura e del patrimonio linguistico siciliano nelle scuole’, approvato dall’Assemblea regionale siciliana il 18 maggio del 2011. Gli intellettuali di sinistra siciliani avevano storto in naso. “Abbiamo una lingua, l’italiano, che e’ stata l’artefice dell’unificazione del Paese e dobbiamo salvaguardarla – aveva detto Andrea Camilleri, il papa’ del commissario Montalbano – I dialetti sono una grande risorsa per la lingua madre e tali devono restare“. Illustre parere che, pero’, non e’ bastato ad affossare la legge. Pochi articoli che hanno ottenuto un via libera bipartisan per fare entrare nelle scuole elementari, medie e superiori dell’Isola la storia della Trinacria, l’evoluzione del suo dialetto e i capolavori della sua letteratura.
Orgoglio siculo. Ma a costo zero. “E’ una norma – aggiunge all’Adnkronos Nicola D’Agostinoche senza costi aggiuntivi per le casse della regione ha un enorme impatto culturale e rivoluziona l’approccio dei siciliani verso la propria cultura. Grazie a questa legge si permette alle nuove generazione di non crescere con il mito di Garibaldi, che la nostra Isola l’ha conquistata ed annessa”.
I nostri studenti – prosegue l’autonomista – potranno conoscere meglio la storia e le tradizioni della Sicilia, approfondendo temi troppo spesso dimenticati e coltivando un senso di appartenenza al territorio“.
Guai, pero’, a “semplificare” e “banalizzare“, pensando a lezioni di siciliano nelle scuole. “E’ un messaggio sbagliato – spiega D’AgostinoIl progetto didattico ha ben altri obiettivi e si muove nell’ambito del 20 per cento del monte ore scolastico che la legge Moratti prevede per l’autonomia didattica dei vari istituti. Cosi’ grazie a questa legge sara’ possibile scegliere di approfondire la storia, la letteratura e il patrimonio linguistico siciliano. Ovviamente non c’e’ nessun obbligo, e’ solo di un tentativo di sensibilizzare il corpo docente su questi temi“.
Insomma non si tratta di aggiungere ore al monte complessivo degli istituti, ma di dedicare quelle previste dalla riforma Moratti alle tradizioni e alla cultura sicule. “Gia lo scorso anno – assicura D’Agostinoin tante scuole si e’ dato spazio all’approfondimento di questi temi. Inoltre, presso le Universita’ di Catania e Palermo stanno per partire corsi di formazione destinati ai docenti per aiutarli a conoscere in modo approfondito la storia e la letteratura siciliana, a cui spesso nei classici libri di testo sono riservate poche pagine”.
Mentre entrambi gli atenei manderanno in stampa volumi dedicati proprio a questi argomenti. E’ una grande operazione culturale – conclude l’autonomista – che andra’ a regime tra decina di anni, ma che mi rende enormemente orgoglioso“.