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Messina, vendita Magazzini Generali: i dubbi e le preoccupazioni della Cgil

La CGIL di Messina, attraverso una nota del segretario generale Lillo Oceano, esprime dubbi e preoccupazione per l’esito della cessione dei Magazzini Generali.

“Che sia difficile cedere il patrimonio immobiliare del Comune di Messina è noto, che la crisi economica abbia depresso anche il mercato immobiliare è altrettanto vero, tuttavia ciò non basta a convincere sull’esito del percorso che ha portato all’ alienazione dei Magazzini generali- scrive Lillo Oceano, segretario generale della Cgil di Messina-. I Magazzini generali sono stati inseriti dall’amministrazione comunale tra gli immobili da dismettere per pagare i debiti dell’Ente. Ciò nonostante in precedenza quell’area fosse stata individuata dallo stesso Comune, sia pura da altra amministrazione, per allocarvi il secondo Palazzo di Giustizia. Tramontata tale ipotesi era stata avanzata una proposta per realizzarvi un terminal crocieristico. Nel frattempo l’amministrazione Buzzanca modificava il relativo regolamento per consentire che la dismissione potesse avvenire anche con la formula della permuta, scambiando cioè aree o edifici con altro volume edilizio. Tutto ciò presupponeva il cambio di destinazione d’uso delle aree da Magazzini generali ad attività commerciale e residenziale, cosa prontamente avvenuta.

Il risultato è il seguente: si è presentata una sola offerta che porta nelle esangui casse dell’Ente contanti per soli 489 mila euro ed una permuta per il 29,87%, a fronte di una iscrizione in bilancio dell’immobile per 4 milioni 890 mila euro. Appare singolare anche la circostanza che si sia presentata una sola azienda, nonostante le modalità decise dal Comune consentissero di partecipare all’offerta con un impegno finanziario tutto sommato modesto, poco più del valore di un appartamento di medie dimensioni sia pure in centro.
Ci sembra che il risultato sia insufficiente e temiamo che sul piano del bilancio del Comune questa operazione possa, almeno nel breve periodo, rivelarsi addirittura negativa dal punto di vista finanziario: pochi i soldi incassati a fronte di un cespite immobiliare appostato in bilancio per un valore dieci volte superiore al contante ottenuto; bassa anche la percentuale di permuta se rapportata al particolare pregio dell’area, in pieno centro e sulla cortina del Porto.

Non ultimo bisognerà anche vedere come saranno utilizzati i volumi realizzati: se saranno venduti e da chi; quale destinazione avranno; o se finiremo per ritrovarci in uno di quei casi di cronaca in cui un immobile di proprietà di un ente acquistato a un prezzo d’occasione sia stato rivenduto di lì a poco al corretto valore di mercato.

Infine- conclude il dirigente sindacale-, la considerazione che ancora una volta, pur non consumando altro suolo, si aumenta il volume costruito per finalità residenziale, assecondando un’idea di città la cui unica vocazione è quella di costruire appartamenti uno sopra l’altro, sbancando le colline, restringendo gli alvei dei torrenti, a ridosso di aree, quelle portuali e ferroviarie, dall’elevato potenziale produttivo. Quasi che questa città non voglia e non possa avere un futuro produttivo, un rapporto col suo mare, con le sue risorse e vocazioni”.