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Messina, a Palazzo Zanca più di 500 lavoratori. Patto di stabilità sforato per oltre 72 milioni di euro

Sono oltre 500 i lavoratori che oggi hanno assediato Palazzo Zanca a Messina. Quella che si sta verificando in città è ormai a tutti gli effetti un’emergenza sociale, che sfocia in tante manifestazioni e occupazioni sparse per Messina. A presidiare la sede del comune, oltre agli impiegati dell’Atm, l’azienda di trasporti pubblici c’erano anche gli impiegati di Messinambiente, la societa’ di raccolta rifiuti, e le coop sociali della citta’. Tutti accomunati dalla stessa causa: il mancato stipendio. Ma la situazione non lascia spazio agli equivoci: il comune non ha i soldi nemmeno per pagare le bollette dell’energia elettrica e per rinnovare le polizze assicurative delle vetture. Il buco sull’energia elettrica pare ammonti a 400mila euro, che il comune non è riuscito a versare entro settembre. Lillo Oceano, segretario della Cgil di Messina, ha dichiarato: ”Mentre palazzo Zanca e’ assediato dai lavoratori delle principali vertenza riconducibili alle difficolta’ finanziarie del Comune, si profila il taglio dei servizi, il pagamento per intero di quelli a domanda individuale come la mensa scolastica, ulteriori ritardi nel pagamento degli stipendi. La Cgil aveva ripetutamente denunciato cosa stava accadendo ma siamo stati liquidati come pessimisti e Cassandre”. Come avevamo anticipato, Oceano, insieme a Tonino Genovese (Cisl) e Costantino Amato (Uil), domani incontreanno il commissario straordinario Luigi Croce, per poi decidere il da farsi.
Intanto, il ragioniere generale dell’Ente, Vincenzo Coglitore, in una lettera rivolta a Croce, ai revisori dei conti, ai dirigenti del settore finanziario e al presidente del Consiglio comunale, fa sapere che il patto di stabilita’ 2012 del Comune di Messina e’ stato sforato per oltre 72 milioni di euro. Il ragioniere esprime ”preoccupazioni per le condizioni finanziarie” di Palazzo Zanca e chiede inoltre che ”l’ente adotti tutti i provvedimenti correttivi e contenitivi finalizzati a non aggravare la propria situazione finanziaria”. ”Il mancato rispetto programmatico – aggiunge ancora Coglitoredetermina numerose sanzioni tra le quali la maggiore e’ la riduzione dei trasferimenti statali in misura pari all’importo dello sforamento”. Il ragioniere generale del Comune di Messina chiede infine anche ai dirigenti del settore Entrate ”di provvedere all’accertamento di tutte le entrate di propria competenza, mediante l’adozione di determinazione, corredata da idonea documentazione da cui risulti l’esistenza del credito per avere un dato piu’ certo”.