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Maria Grazia Laganà (Pd) commenta la sentenza che la condanna a 2 anni di carcere: “non l’accetto”

Prendo atto della decisione dei giudici, che rispetto ma che non posso assolutamente accettare, ribadendo ancora una volta la mia completa estraneità ai fatti contestati“. Lo ha detto la deputata del Pd Maria Grazia Laganà commentando in una nota la condanna a due anni inflittale dal Tribunale di Locri per una presunta truffa ai danni dell’Azienda sanitaria di Locri quando, nel 2005, era vice direttore sanitario. “La presunta tentata truffa che avrei commesso si basa su atti – ha sottolineato – che non recano la mia firma ma quella di un’altra persona che, imputata nello stesso processo, è stata assolta. Par di capire che i giudici hanno ritenuto che chi ha firmato le carte incriminate lo avrebbe fatto su mia istigazione e senza volerlo, cosa abbastanza difficile da credere quando parliamo di figure apicali aventi una diretta responsabilità nella gestione di un servizio delicato come può essere quello di un pronto soccorso“. “A questo punto, non intendo sottrarmi – ha osservato la deputata – neppure a un’ulteriore valutazione di merito: quei presidi sanitari, che non ho mai ordinato né imposto ad altri di ordinare, erano comunque utili e, anzi, indispensabili per una struttura fondamentale come quella del pronto soccorso dell’ospedale di Locri. Mi auguro adesso che la sentenza venga depositata rapidamente, per poter procedere in tempi brevissimi a ricorrere in appello, dove sono certa che verrà pienamente riconosciuta la mia innocenza, dando anche una risposta alle tante persone che continuano a sostenermi“.