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Legge elettorale: preferenze e premio di coalizione in Commissione passa il testo del Pdl

Reintegrazione delle preferenze e premio di maggioranza del 12,5 per cento (equivalenti a 76 deputati e 34 senatori)  alla coalizione vincente, sbarramento al 5 per cento per i partiti che si presentano fuori dalle coalizioni e al 4 per cento per i partiti che si presentano in alleanza con altri se l’intera coalizione supera il 15 per cento dei consensi. Questi i punti fondamentali della proposta di riforma della legge elettorale passata in commissione Affari Costituzionali del Senato che ha approvato il testo proposto dal partito di Berlusconi. Hanno votato a favore gli esponenti della Lega Nord ed Udc, oltre ovviamente ai componenti del Pdl. Hanno espresso dissenso sia l’Idv, il Pd e il presidente della Commissione Carlo Vizzini del Psi di Riccardo Nencini. La proposta dei democratici, identica nella parte relativa al premio di maggioranza e agli sbarramenti, prevedeva, però, l’assegnazione dei seggi sia alla camera e sia al senato con i collegi (tipo il “mattarellum”) e liste bloccate senza preferenze. Ma all’interno del Pdl serpeggia un certo malumore: mentre gli ex An difendono le modalità di scelta dei prlamentari con le prefernze, circa 40 deputati pidiellini (tra i quali La Loggia e Martino) hanno raccolto firme contro di esse in quanto “aumenterebbe -dicono i firmatari- i costi e le possibili infiltrazioni della criminalità”. A fine mese, a detta del Presidente del Senato Renato Schifani, il testo arriverà in aula per la discussione. La partita non è chiusa, anzi, è tutto da giocare