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Domani mattina Beppe Grillo attraverserà a nuoto lo Stretto di Messina, ma ha paura di morire

Il grande giorno è ormai quasi arrivato. Domani mattina Beppe Grillo proverà ad attraversare lo Stretto di Messina, per arrivare in Sicilia e dare il via alla campagna elettorale per le Regionali del 28 ottobre, che vedono il suo candidato del Movimento 5 Stelle abbastanza indietro nei sondaggi, sotto il 10%, dietro ai 4 principali esponenti delle forze politiche e cioè Musumeci della destra, Crocetta del centro/sinistra, Miccichè del polo autonomista e Giovanna Marano dell’estrema sinistra.
Grillo si sta allenando da settimane in piscina, è dimagrito molto e s’è affidato a un team di esperti per passare lo Stretto indenne. Forse, una volta a Punta Faro, vorrà urlare che per attraversare lo Stretto non serve il Ponte, o chissà quale altro slogan pubblicitario. Fatto sta che Grillo ha paura. Addirittura di morire. La traversata dello Stretto non è una cosa semplice, tra correnti, imbarcazioni in transito e flotte di meduse. Fatto sta che il comico genovese ha stipulato numerose polize assicurative tra cui una copertura per il recupero e il rientro della salma nel caso in cui tutto dovesse andar male!
Qualcuno gli consiglia di cambiare idea, ma Grillo ha la testa dura e non rinuncerebbe mai per nulla al mondo. Sulla Sicilia ha detto che “è sempre stata l’ago della bilancia della politica italiana da Garibaldi in poi. Nell’immaginario nazionale l’Italia nasce con la spedizione dei Mille e con la frase “Qui si fa l’Italia o si muore” rivolta a Nino Bixio da Garibaldi. Nel dopoguerra la corrente siciliana della Democrazia Cristiana, in particolare quella andreottiana con Salvo Lima e quella di Forza Italia (61 seggi su 61 nelle elezioni politiche del 2001) hanno determinato le sorti della politica italiana“. E un brutto risultato sull’isola gli andrebbe storto. Ma intanto, in Sicilia, Grillo deve ancora arrivarci…