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Comune Reggio, l’ultima bufala del ministro Cancellieri che si smentisce da sola: “continuità con la precedente Amministrazione”

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 246 del 20 ottobre 2012 è stato pubblicato ufficialmente il Decreto del Presidente della Repubblica emanato il 10 ottobre sullo scioglimento del consiglio comunale di Reggio Calabria e nomina della commissione straordinaria.
Nel testo si legge che il Presidente della Repubblica, ” Considerato che nel comune di Reggio Calabria, i cui organi elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del 15 e 16 maggio 2011, sussistono forme di ingerenza della criminalità organizzata, rilevate a seguito di accertamenti approfonditi; Considerato che tali ingerenze espongono l’amministrazione stessa a pressanti condizionamenti, compromettendo il buon andamento e l’imparzialità  dell’attività comunale; Rilevato, altresì, che la permeabilità dell’ente ai condizionamenti esterni della criminalità organizzata arreca grave pregiudizio allo stato della sicurezza pubblica e agli interessi della collettività e determina lo svilimento e la perdita di credibilità dell’istituzione locale; Ritenuto che, al fine di porre rimedio al grave inquinamento e deterioramento dell’amministrazione comunale, si rende necessario far luogo allo scioglimento degli organi ordinari del comune di Reggio Calabria e disporre il conseguente commissariamento per rimuovere tempestivamente gli effetti pregiudizievoli per l’interesse pubblico ed assicurare il risanamento dell’ente locale; Visto l’art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267; Vista la proposta del Ministro dell’interno, la cui relazione e’ allegata al presente decreto e ne costituisce parte integrante; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 9 ottobre 2012;  Decreta che:

  • Il consiglio comunale di Reggio Calabria e’ sciolto per la durata di diciotto mesi.
  • La gestione del comune e’ affidata alla commissione straordinaria composta da: dr. Vincenzo Panico – prefetto; dr. Giuseppe Castaldo – viceprefetto; dr. Dante Piazza – dirigente dei Servizi ispettivi di finanza pubblica della Ragioneria generale dello Stato, a riposo. 
  • La commissione straordinaria per la gestione dell’ente esercita, fino all’insediamento degli organi ordinari a norma di legge, le attribuzioni spettanti al consiglio comunale, alla giunta ed al sindaco nonche’ ogni altro potere ed incarico connesso alle medesime cariche“.

Molto interessanti gli allegati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale che pubblichiamo integralmente, direttamente dalla fonte:

Nelle “Conclusioni” del decreto si legge quanto segue, a firma del ministro Cancellieri:

Giova, peraltro, evidenziale come la compagine amministrativa eletta all’esito delle consultazioni del maggio 2011, si sia posta su di una linea di continuità rispetto all’amministrazione che ha precedentemente governato la città. Ed inverno, l’avvicendamento tra le amministrazioni che hanno assicurato il governo di Reggio Calabria non ha impresso un’inversione di tendenza nella conduzione del comune, che anzi si contraddistingue per una concreta continuità di azione, in tal senso, è particolarmente significativo che su nove assessori ben 4 erano componenti delle precedenti giunte; inoltre, due degli attuali consiglieri facevano parte della compagine che ha amministrato l’ente dal 2007; appare, inoltre, degna di nota la circostanza che all’interno dell’attuale compagine siano presenti diversi amministratori (ben 6 su 9) eletti nelle consultazioni del 2002 ovvero del 2007; significativo, infine, risulta il fatto che il sopra citato consigliere comunale, destinarario della misura restrittiva della libertà personale eseguita il 21 dicembre 2011, ha rivestito la carica di consigliere o di assessore dell’ente nelle ultime tre consiliature. Le indagini della magistratura hanno, come già detto, evidenziato altri elementi di continuità nel rapporto di contiguità con la ‘ndrangheta tra le amministrazioni che hanno assicurato il governo di Reggio Calabria negli ultimi anni i contatti intercorsi tra un soggetto vicino alla locale cosca e un dipendente comunale di cui si è fatto cenno in precedenza, per conto di un assessore dell’attuale giunta, già consigliere nella precedente consiliatura, risultato in rapporti con componenti della consorteria criminale facente capo ad un noto boss mafioso e da cui – secondo le risultanze giudiziarie – ha ricevuto il sostegno elettorale sia nelle consultazioni amministrative del 2007 che in quelle svoltesi nel 2011, nonchè i rapporti di parentela di altri due assessori, presenti anch’essi nella precedente amministrazione, con persone contigue a famiglie malavitose. Ritengo, pertanto, che alla luce delle superiori considerazioni, frutto di una attenta ed approfondita disamina della complessità degli elementi acquisiti dalla commissione di accesso, ricorrano le condizioni per l’adozione del provvedimento di scioglimento del consiglio comunale di Reggio Calabria“.

Parole pesanti, che però suonano molto stonate rispetto a quella dichiarazione dello stesso Ministro che teneva a precisare, in conferenza stampa a Palazzo Chigi, che “il provvedimento riguarda solo questa amministrazione, non quella precedente” e che aveva seminato dubbi rispetto a una considerazione quantomeno discutibile se si pensa che l’amministrazione Arena, formatasi a giugno 2012, ha governato appena 6 mesi prima dell’arrivo della commissione d’accesso.
Ma allora qual è la verità? Il Comune di Reggio Calabria è stato sciolto per la contiguità con la ‘ndrangheta dell’amministrazione Arena, come ha detto il ministro Cancellieri in conferenza stampa a Palazzo Chigi nel giorno dello scioglimento, sottolineando che “il provvedimento riguarda solo quest’amministrazione e non la precedente“, oppure nella scelta è molto importante – come sottolinea lo stesso ministro nel documento ufficiale – la “continuità ravvisata tra l’ultima amministrazione e quelle precedenti“?
Dopotutto in pochi, a Reggio, avevano creduto davvero che tutte le “colpe” fossero dell’ultima amministrazione. Ma qualcosa che non torna c’è. Qualunque sia la verità, dal ministro, che si sta smentendo da sola perdendo tutta la sua credibilità, adesso serve chiarezza.