Usa: corte Suprema promuove la riforma sanitaria, grande vittoria di Obama

Barack Obama può stracciare due dei tre discorsi preparati per commentare la decisione della Corte Suprema, salvando quello a lui più caro: la riforma sanitaria, meglio conosciuta come Obamacare, è infatti salva. Per i giudici, l’Affordable Care Act è costituzionale in larghissima parte; lo è soprattutto il punto più controverso, ovvero l’individual mandate, che costringe gli americani a sottoscrivere un’assicurazione sanitaria entro il 2014. La decisione è senza dubbio una vittoria straordinaria per il presidente degli Stati Uniti e i democratici, ottenuta grazie al voto del giudice capo, il conservatore John Roberts, che ha votato con i quattro giudici di area liberale. La riforma, approvata nel marzo 2010 senza neanche un voto da parte dei repubblicani al Congresso, era stata contestata da 26 Stati: la legge, sostenevano e sostengono ancora, infrange i nostri diritti e le libertà individuali, perché il governo federale non può obbligare i cittadini ad acquistare un’assicurazione sanitaria. La Corte ha superato l’ostacolo affermando che l’individual mandate è equiparabile a una tassa, anche se Obama si è sempre rifiutato di accettare questa visione, o escamotage, per difenderne la costituzionalità. Il Congresso, per la Corte, ha quindi agito nell’ambito delle sue prerogative, sancite dalla Costituzione. I giudici hanno però dichiarato incostituzionale la parte della riforma riguardante il Medicaid, il programma sanitario per i poveri. Obama ha seguito la decisione della Corte Suprema dallo Studio Ovale, alla Casa Bianca, insieme al vicepresidente Joe Biden. Alle 12:15 (le 18:15 in Italia) il presidente commenterà il giudizio della Corte. L’Obamacare rappresenta la maggiore revisione del sistema sanitario nazionale dagli anni sessanta. La riforma resterà comunque al centro del dibattito politico in vista delle elezioni presidenziali del prossimo 6 novembre.