Termini Imerese: la DR Motor è un flop, e torna la paura

Alzi la mano chi credeva veramente che la DR Motor Company di Massimo Di Risio avrebbe salvato lo stabilimento ex-Fiat di Termini Imerese. Un’azienda insolvente nei confronti di centinaia di dipendenti molisani, che doveva prendersi sulle spalle un altro paio di migliaia di lavoratori. La cosa puzzava, e parecchio, e la conclusione della vicenda è triste quanto scontata. Il Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, ha messo la parola fine all’assurdo teatrino che si era creato: ”Abbiamo dato termini laschi ma nei termini previsti questo signore non ci ha dimostrato di avere le risorse per rispettare l’accordo”. Bisogna quindi cercare qualcun’altro, un investitore serio, che metta subito sul piatto garanzie concrete, e non solo promesse. Di Risio aveva più volte chiesto tempo e, nell’ultimo vertice di Roma, paventato la trattativa con un non meglio specificato partner. Ma la credibilità dell’imprenditore molisano si è ormai esaurita.

Ed è alta la preoccupazione tra i lavoratori, espressa bene dal segretario provinciale Fiom, Roberto Mastrosimone: ”Tutto sommato che sia saltata la soluzione Dr ci sta pure bene. Ma sono evidenti le responsabilità del governo nazionale e di Invitalia. E a farsi del male oggi sono i lavoratori.” Aggiunge Mastrosimone che bisogna “prorogare di un anno la cassa integrazione, fino a tutto il 2013, per garantire la transizione dei 640 esodati e per lanciare una forte iniziativa del ministero dello Sviluppo finalizzata alla ricerca, e non all’attesa, di un investitore“. Il suggerimento è chiaro: Passera, in prima persona e attivamente, deve trovare una soluzione che garantisca un futuro agli operai e alle aziende dell’indotto di Termini Imerese. D’altronde, come conclude Mastrosimone, le basi per trovare un investitore serio ci sono: “Uno stabilimento ceduto gratuitamente, fondi pubblici per 450 milioni e una lunga esperienza professionali degli operai“. Sperando ovviamente di non incappare in un altro imbroglione.