Sono più intelligenti gli italiani del nord o quelli del sud? Ne discute Knowledge Addiction partendo dalle tesi di Richard Lynn

Il concetto d’intelligenza non è di semplice definizione: non si tratta di un fattore coerente e delineato ma si esprime come un insieme numeroso di abilità, comportamenti, pensieri ed emozioni.
Il prof. Richard Lynn (2010) sostiene che gli Italiani del Nord hanno un quoziente intellettivo più elevato degli Italiani del Sud ed è per questo motivo che esistono notevoli differenze in termini di reddito, successo e istruzione tra le due aree territoriali.
Secondo Lynn nel Nord Italia il quoziente intellettivo è identico a quello di altri Paesi Europei e il livello del QI si riduce man mano che si procede verso Sud.
La causa di tale fenomeno è da attribuire, secondo Lynn, alla “mescolanza genetica con popolazioni del Medio Oriente e del nord Africa” (Lynn, 2010) che si è verificata nell’Italia meridionale.
Le affermazioni di Lynn si basano sui risultati dell’indagine PISA 2006 (OECD, 2007), volta a valutare le competenze e conoscenze degli studenti di 15 anni nella lettura, matematica e scienze.
Lo studio ha provocato non poche reazioni da parte della comunità scientifica, che ha replicato alle affermazioni del professore attraverso la diffusione di ricerche e pubblicazioni che mettono in evidenza i limiti dello studio in oggetto.
La principale critica condotta è che le affermazioni di Lynn riguardanti il QI non sono basate su test di intelligenza, ma su test di successo scolastico. In altre parole, secondo D’Amico, Cardaci, Di Nuovo e Naglieri (2011), Lynn ha utilizzato test di successo scolastico “in nome e per conto” di una misurazione dell’intelligenza, basandosi sulla logica che la realizzazione scolastica e l’intelligenza sono significativamente correlate (Lynn & Meisenberg, 2010). Tuttavia nei suoi studi non è ben chiaro che tipo di test di misurazione del QI sia stato adottato e altri fattori che possono influenzare il successo scolastico, come livello socio-culturale e qualità della scuola non sono stati controllati.
Secondo Saggino, Tommasi e Robinson (2011), la posizione che accumuna la gran parte degli oppositori di Lynn è che chi si dedica alla ricerca sull’intelligenza è consapevoli del fatto che i fattori ambientali hanno una forte influenza sui test di successo scolastico, mentre nei test di intelligenza grande attenzione deve essere prestata alla riduzione delle influenze ambientali.
L’articolo di Saggino presenta ulteriori dati, riferiti allo studio INVALSI del 2005 (Caputo, 2005), che contraddicono le conclusioni di Lynn, poiché dimostrano che le prestazioni degli studenti delle regioni meridionali nei test di successo scolastico sono migliori rispetto a quelle degli studenti settentrionali, riferiti a una specifica fascia d’età.
Tale inversione nelle prestazioni Nord-Sud non può essere attribuita a differenze geneticamente determinate del QI, in quanto le eventuali differenze dei QI regionali non dovrebbero variare in funzione dell’età.
Il “caso Lynn” ha risvegliato, in qualche modo, una riflessione su quanto il costrutto del QI sia funzionale nel predire il successo.