Sicilia, tornano i Forconi: l’8 luglio blitz sulla Salerno-Reggio Calabria

I Forconi ritornano. Hanno girato la Sicilia. Due giorni fa erano a Gela, a Licata, ad Agrigento e Porto Empedocle. Ieri a Sciacca, Castelvetrano, Mazara, Marsala e Trapani. Oggi a Capaci per rendere omaggio a Giovanni Falcone, quindi a Palermo e domani a Corleone e Caltanissetta. Poi, ancora, a Caltagirone, Comiso e Ragusa. Hanno dormito sui furgoni, sulle panchine, in spiaggia, “perche’ soldi non ne abbiamo, ma alla nostra rivoluzione non rinunciamo“, dice Mariano Ferro, leader dei piccoli produttori agricoli che nei mesi scorsi hanno paralizzato per sei giorni la Sicilia. Un tour bellicoso per riscaldare i motori della protesta in vista dell’8 luglio sulla Salerno-Reggio Calabria. ”Cresce il consenso. Dove passiamo – assicura Ferrosentiamo gli applausi e il sostegno di tutti“. Fra otto giorni i Forconi si ritroveranno a Messina, prenderanno il traghetto e sbarcheranno sull’altra sponda dello Stretto, “dove prima si poteva leggere il cartello ‘Benvenuti in Italia“, chiosa il numero uno dei Forconi, per il quale e’ venuto il tempo che “i siciliani si ribellino di nuovo“. Cosi’ scatteranno nuovi presidi stradali e il primo sara’ allestito all’uscita della Salerno-Reggio Calabria, “simbolo della distanza della Sicilia e del Sud dal resto del Paese“. Proprio ieri la Corte dei Conti aveva spiegato che senza gli investimenti e il sostegno dello Stato la Sicilia restera’ un “vaso di terracotta e una regione condannata all’arretratezza“. Ecco, dice il leader dei Forconi, “non accettiamo piu’ di essere trattati come mucche da mungere, tra Imu e incrementi delle tasse, terra da sfruttare come ha fatto la Fiat che ha lasciato la Sicilia dopo avere preso tanto. I siciliani non dovranno piu’ comprare le sue auto“. E soffia sull’antipolitica: “Non c’e’ nessuna ragione per votare questi partiti, dal Pd, all’Udc fino al Pdl“. Riparte l’onda della protesta: “Chi ci potra’ fermare?“.