Sicilia, preoccupante la gestione dei rifiuti. I sindacati e le imprese si mobilitano

Fp Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Confindustria Sicilia, tramite un documento, rendono noto che il prossimo 20 giugno dalle 10 manifesteranno insieme davanti Palazzo dei Normanni, sede dell’Ars, a Palermo, per chiedere una svolta nella gestione del sistema rifiuti. ”Chiediamo al governo regionale, all’Assemblea regionale e alla politica tutta una concreta e rapida inversione di tendenza, per avere citta’ pulite, con aziende in grado di erogare servizi alla collettivita’ e lavoratori con la certezza dell’occupazione e della retribuzione” si legge nella nota. Sindacati e industriali tornano a manifestare insieme “contro l’incapacita’ del governo regionale e degli enti locali a riordinare il sistema rifiuti in Sicilia, nonostante la legge di modifica degli Ato sia in vigore da due anni“, lamentano i debiti vantati dalle imprese nei confronti della Regione per quasi un miliardo di euro, che causano in assenza di pagamenti l’incertezza nell’erogazione puntuale degli stipendi. ”La legge regionale che prevede la liquidazione degli Ato e la nascita delle Srr -si legge nel documento unitario-, e’ rimasta largamente inapplicata e non garantisce la solidita’ economica delle imprese, mette in serio pericolo il pagamento delle retribuzioni e il mantenimento dei livelli occupazionali, determinando quindi una potenziale condizione di emergenza rifiuti sull’intero territorio”. Gli organizzatori del sit-in, i lavoratori e le imprese del comparto igiene ambientale chiedono, inoltre, ”che la legge venga riformata”, ”correttivi per lo smobilizzo dei crediti vantati dalle imprese”, ”il mantenimento dei livelli occupazionali e l’individuazione del personale che dovra’ transitare nelle Srr, tra quelli in servizio nelle societa’ o consorzi d’ambito”. Fp Cgil, Fit Cisl Uiltrasporti e Confindustria condannano ”il comportamento vergognoso di alcuni sindaci, che mentre lamentano disagi, non mancano di avallare assunzioni clientelari e tralasciano la lotta all’evasione fiscale della Tarsu e della Tia per miseri calcoli elettorali”.