Rimborsi elettorali destinati ai terremotati: restano solo due giorni per sbloccare i fondi di 91 milioni

A distanza di poco più di un mese da quando le forze politiche all’unanimità hanno chiesto a gran voce che i tagli sui rimborsi ai partiti venissero destinati ai terremotati, non si hanno notizie concrete. Il termine stabilito per poter intervenire in tal senso è prossimo alla scadenza.

Infatti se entro l’1 luglio prossimo non entrerà in vigore il disegno di legge sui rimborsi elettorali, i 91 milioni, i terremotati emiliani e quelli abruzzesi non li vedranno mai.

A cavallo degli scandali Lusi e Belsito e in concomitanza con la prima scossa in Emilia del 20 maggio scorso, proprio da Montecitorio partiva l’idea di poter utilizzare i fondi destinati ai rimborsi elettorali per aiutare le popolazioni terremotate. Inoltre membri del Pd e Pdl il 24 maggio, in occasione della discussione della legge sulla trasparenza nei partiti politici e sul dimezzamento dei rimborsi, avevano proposto un emendamento che prevedeva la creazione di un fondo speciale da 150 milioni di euro, ricavati proprio dai tagli ai rimborsi e destinati ai terremotati dell’Emilia e a tutti i cittadini colpiti da “eventi di terremoto o altri disastri naturali avvenuti dopo l’1 gennaio 2009”. Purtroppo da allora non si hanno più tracce dei buoni propositi tanto annunciati su stampa e social network, e il disegno di legge è tutt’ora in stand-by.

Così sul web è scattata la protesta e il sito di petizioni online Avaaz ha già raccolto, in poco più di 24 ore, oltre 50 mila firme perché l’esecutivo guidato da Mario Monti adotti un decreto legge che cambi destinazione d’uso di quei fondi. L’appello sembra avere funzionato.

Forse già nel prossimo consiglio dei ministri potrebbe venire presentato un decreto per destinare la tranche di luglio dei finanziamenti ai partiti alle vittime dei terremoti. In pratica la norma che cambierà destinazione a quei soldi potrebbe venire stralciata dal disegno di legge sui finanziamenti ai partiti ora arenata in commissione Affari Costituzionale di palazzo Madama, e messa su una corsia preferenziale, forse già da lunedì, come decreto legge. L’entrata in vigore, a quel punto, sarà immediata e la scadenza del 1 luglio rispettata.

Incrociamo le dita…..Ma…..occhio! Alcuni parlamentari credono che l’utilizzo di un decreto legge sia solo un escamotage per evitare definitivamente la messa in atto dell’emendamento originario che prevede controlli più rigidi per i partiti imponendo una trasparenza contabile.

Ancora una volta il web ha dato la possibilità ai cittadini di dar luce ad un altra vicenda di utilizzo improprio di soldi pubblici. A pensar male si sa, si fa peccato, ma visto i recenti sviluppi è meglio restare vigili. Per il momento restano solo parole.