Riforma del Lavoro, per il ministro Fornero è un disegno di legge positivo che migliora l’attuale situazione

Con il mondo delle imprese abbiamo gia’ iniziato un colloquio ieri. Anche il presidente di Confindustria Squinzi ha detto che non e’ ancora del tutto convinto, ma io sono invece convinta che ci siano molte cose positive anche per le imprese, in questa riforma, cosi’ come ce ne sono di positive per le giovani generazioni”. Intervenendo alle celebrazioni per i vent’anni della Fondazione Venezia, il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha difeso il disegno di legge di riforma del mercato del lavoro dalle critiche degli industriali italiani, sottolineando che ”la preoccupazione maggiore del governo e’ quella di evitare di avere una generazione a cui non diamo nessuna o pochissime opportunita”’. Una riforma cosi’ ”era impossibile farla per decreto”, ha aggiunto la Fornero. ”E’ stata molto contrastata: a qualcuno ha lasciato l’amaro in bocca perche’ voleva un decreto. E’ una riforma complessa che tocca nel vivo la societa’, le imprese, i lavoratori di tutte le generazioni, le istituzioni regionali e locali. E’ evidente che era impossibile farla per decreto”. Il ministro si e’ augurata che ”la riforma del mercato del lavoro venga approvata nei prossimi giorni anche alla Camera. D’altronde ho anche visto che c’e’ un orientamento dei partiti di maggioranza in questa direzione e anche discutendo con loro, ho capito che ci tengono a qualche modifica. Vedremo di discutere piu’ approfonditamente le modifiche che ritengono necessarie e vedremo di trovare, come gia’ il presidente Monti ha detto, una soluzione per i problemi. Ma d’altronde – ha aggiunto il ministro – la riforma non finisce nel momento in cui viene approvata perche’ si tratta di molte norme e di vedere che queste norme entrino a operare e di capire quali possano essere migliorate anche nel percorso di applicazione e di monitoraggio che certamente dovra’ essere impostato con grande serieta’ e grande determinazione”. La Fornero ha parlato anche della questione esodati, garantendo di avere ”tutta la determinazione per esaminare il problema con grande attenzione. C’e’ sempre la richiesta di un numero, e questo numero siccome ci sono persone ancora al lavoro, non e’ facile da definire. Si tratta di trovare delle soluzioni che siano ispirate a equita’ e anche a sostenibilita’ nel tempo”.
Il leader dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ha ribadito il suo no alla riforma, che a suo avviso ”cancella diritti basilari in un Paese civile e democratico, rende i lavoratori indifesi di fronte ai licenziamenti indiscriminati e in compenso danneggia anche l’economia, non aumenta l’occupazione, non aiuta la crescita e anzi la peggiora. Questa riforma, come dice la stessa Confindustria, e’ una boiata e non si capisce perche’ chi la giudica cosi’ poi chieda di votarla. Noi le boiate non le votiamo”.
Prima si chiude questa vicenda e meglio e’, perche’ c’e’ la possibilita’ di fare ulteriori danni”, ha detto dal canto suo Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl. ”Ne abbiamo discusso, ma e’ stato come discutere da soli visto che il ministro Fornero si e’ presentata come la Repubblica Popolare Cinese”.