Riforma del Lavoro approvata dalla Camera, “sì” alla fiducia posta dal governo e il ministro Fornero apre alle modifiche

La Camera approva le quattro fiducie richieste dal governo sul ddl lavoro e consegna a Mario Monti la riforma alla vigilia del Consiglio Ue, come richiesto dallo stesso premier nei giorni scorsi. Il provvedimento, che sara’ votato questa sera, esce quindi da Montecitorio senza alcuna modifica rispetto alla versione approvata dal Senato. “Continuo a considerare questa riforma una buona riforma”, ha detto in mattinata il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ribadendo che “il governo e’ disposto a fare cambiamenti”. I partiti, che hanno concesso il via libera all’esecutivo non senza malumori, si aspettano ora che sulla questione degli esodati, sugli ammortizzatori e sulla flessibilita’ in entrata, il governo intervenga “al piu’ presto”. Protestano i sindacati, con la Cgil che organizza a piazza Montecitorio un ‘grande presidio’ contro un provvedimento che giudica “dannoso”. Contestazioni in piazza in occasione degli stati generali del Sociale a Roma, dove e’ intervenuta la stessa Fornero: un gruppo di manifestanti ha lanciato pile elettriche, zucchine e uova contro gli agenti della Guardia di Finanza. Il Presidente della Confindustria, Giorgio Squinzi, invita il Governo a modificare la norma: “Una volta terminato il procedimento della fiducia – dice Squinzi – bisogna cominciare a pensare a come migliorarlo”. Per il leghista Roberto Cota, Presidente della regione Piemonte, “la riforma del lavoro invece di dimunuire il cuneo fiscale lo aumenta”. Bankitalia intanto lancia l’allarme: “Le opportunita’ di lavoro per le fasce di eta’ piu’ giovani continuano a deteriorarsi in tutte le regioni. Nel mezzogiorno il tasso di disoccupazione delle persone con meno di 30 anni e’ oltre il doppio di quello complessivo”. Polemiche per una affermazione del ministro Fornero al Wall Sreet Journal. “Il lavoro non e’ un diritto – ha dichiarato Fornero – va guadagnato, anche con il sacrificio”. Successivamente il ministro precisa: il diritto al lavoro non puo’ essere messo in discussione perche’ e’ riconosciuto dalla Costituzione. Di Pietro critica: “A quanto pare la badessa Fornero ha riscritto la Costituzione”. Gianvittore Vaccari della Lega aggiunge: “Fornero ha giurato sulla Costituzione o su Topolino?”. I sindacati ribadiscono la loro contrarieta’ alla riforma: la Cgil scende in piazza e secondo Raffaele Bonanni della Cisl, “non risponde a quello che si era detto dall’inizio, e cioe’ che da queste norme ci sarebbero stati piu’ posti di lavoro”. Anzi, aggiunge, “meno si tocca il testo e meglio e’, perche’ lo si vuole toccare solo per peggiorarlo”.