Per la prima volta un giornalista calabrese al Tour de France: è Pasquale Golia

In 99 edizioni del Tour de France, la corsa a tappe più importante al mondo, ovvero l’evento sportivo globale secondo solo alle Olimpiadi, mai un giornalista calabrese aveva avuto l’onore di raccontarlo dal di dentro. E’ notizia di qualche ora fa che l’Aso (Amaury Sport Organisation), la società che organizza il Tour de France e la Parigi-Dakar, ha accreditato alla corsa francese il giovane giornalista calabrese Pasquale Golia. La comunicazione porta la firma di Sophie DELAVAUD dell’ ASO Media Department, lo staff organizzativo del Tour de France nel comunicare l’ammissione alla corsa, che partirà sabato 30 giugno da Liegi e si concluderà a Parigi il 22 luglio, augura al giovane cronista un buon lavoro. Pasquale Golia sarà uno dei 20 giornalisti italiani complessivamente accreditati, mentre il totale dei cronisti provenienti da tutto il mondo sarà di oltre 600. Come si diceva all’inizio mai nessun calabrese  ha seguito da vicino il Tour de France da cronista. Un fatto che premia tutto il giornalismo sportivo calabrese. Ricordiamo che Pasquale Golia, iscritto all’Associazione Internazionale dei Giornalisti Sportivi e titolare di Carte de Presse Internationale, segue il grande ciclismo già da qualche anno, sia pur giovanissimo ha già seguito ben 4 Giri d’Italia, tutte le grandi classiche ed all’estero numerose altre corse importanti. Di recente ha raccontato il Tour de Suisse 2012. Sul ciclismo e sul Giro d’Italia ha scritto poi un libro “Inseguendo un sogno rosa”, pubblicato ad ottobre e che ha riscosso un buon successo in tutta Italia. Lo scorso 9 maggio poi del volume se n’è parlato anche al Giro d’italia, in diretta nazionale su RaiSport 2, nel corso della trasmissione televisiva “Si Gira” condotta da Marino Bartoletti e Paolo Belli. “Lo scorso anno ho avuto appena un assaggio del clima del Tour seguendo le tappe in Italia, quest’anno avrò l’onore di seguire questa straordinaria corsa nella sua sede naturale – ha commentato Golia – . Ringrazio per l’occasione concessami il direttore del Tour de France Christin Preud’Homme, che ho avuto la possibilità di conoscere e con cui è nata una bella amicizia. Spero di riuscire a raccontare a chi mi leggerà non solo lo spettacolo sportivo ma tutto quello che succede al Tour oltre la corsa. Quasi un mondo a parte, un mondo che per tre settimane, ti affascina e ti rapisce”.