Norvegia: è finito il processo a Breivik, sentenza il 24 agosto. Lui insiste: “assolvetemi, ho agito per il popolo”

Il processo al killer di Utoya e Oslo Anders Behring Breivik, iniziato ad aprile, si e’ chiuso oggi ma bisognera’ aspettare il 24 agosto per conoscere il verdetto dei giudici: la difesa chiede il minimo della pena, la procura vorrebbe invece dichiararlo mentalmente infermo e quindi internarlo a vita in un istituto. Per la strage del 22 luglio 2011, quando uccise 77 persone, la maggior parte ragazzi, rischia 21 anni di carcere prorogabili se i giudici lo riterranno ancora pericoloso. L’assassino fanatico di estrema destra non ha risparmiato le sue arringhe xenofobe nemmeno nell’ultima udienza, per giustificare i suoi orrori: ”La Storia dimostra che devi commettere piccole barbarie per evitarne di piu’ grandi, gli attacchi del 22 luglio erano azioni preventive per difendere i norvegesi ‘purosangue’, quindi chiedo di essere assolto”, ha detto nel suo intervento finale ai cinque giudici, che ha provocato l’uscita silenziosa in massa dei sopravvissuti e dei parenti delle vittime. ”Non posso riconoscermi colpevole, invoco il principio della necessita’ di uccidere in circostanze eccezionali perche’ ho lottato per il mio popolo, la mia cultura e il mio Paese”, ha aggiunto Breivik. La difesa ha chiesto per il suo assistito la pena minore possibile, ritenendo che egli sia penalmente responsabile e rigettando l’eventualita’ di un internamento psichiatrico richiesto dalla procura norvegese. Se riconosciuto non responsabile penalmente, Breivik rischia l’internamento, potenzialmente a vita. Al contrario, se responsabile, andrebbe incontro a 21 anni di prigione, prorogabili finche’ sara’ ritenuto pericoloso. Per dimostrare la sanita’ mentale dello stragista norvegese, l’avvocato di Breivik, Geir Lippestad, ha sostenuto nell’arringa che il suo cliente e’ stato mosso da ideali politici estremisti, e che non aveva mai mostrato segni di pazzia: ”La madre di queste azioni non e’ la violenza, bensi’ un’ideologia politica radicale e le azioni di Breivik devono essere viste dal punto di vista di un estremista di destra”. L’avvocato ha descritto Breivik come un giovane ordinario, con amici e colleghi, e nulla nella sua vita che potesse far sorgere dubbi sulla sua sanita’ mentale, ne’ sulla sua attitudine alla violenza, almeno fino al giorno della strage. E sara’ la Corte ora a stabilire se davvero Breivik sia sano o se mentalmente disturbato, se andra’ in carcere o in manicomio, perche’ agli atti vi sono due perizie psichiatriche che si contraddicono: una lo dichiara ‘schizofrenico paranoide’, e l’altra ‘responsabile delle sue azioni’.