‘Ndrangheta, Schifani-shock: “Calabria terra omertosa che sfida Stato”

Secondo il presidente del Senato, Renato Schifani, la Calabria è “una terra omertosa che sfida costantemente lo Stato“. Lo ha detto intervenendo a un convegno dal titolo ‘La sfida delle Istituzioni e della società civile alla criminalità organizzata’, oggi a palazzo Giustiniani. Schifani, infatti, dappima ha citato il libro ‘il Contagio’, un’intervista all’ex capo della Procura di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, e al procuratore aggiunto Michele Prestipino, dedicato alle dimensioni eccezionali raggiunte dalla ‘ndrangheta, definita “un virus ‘che si diffonde senza guardare in faccia nessuno’, occupando trasversalmente ogni parte della società. Ma i virus – ha detto Schifanisi curano e si distruggono“. “Ne sono conferma gli eccezionali risultati raggiunti dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria e dei giudici che hanno celebrato i processi, con centinaia di arresti e condanne, con la cattura di numerosi latitanti e con il sequestro e la confisca di beni in tutto il territorio nazionale“. “Così come – ha aggiunto il presidente del Senato – l’inizio di alcune collaborazioni di uomini e donne di questa organizzazione criminale che, vivendo da anni immersi in quella illegalità, conoscevano le dinamiche e i risvolti più profondi della ‘ndrangheta, ha contribuito a disvelare i meccanismi delle reti di collegamento che hanno superato i confini della Calabria, invadendo vaste aree del centro e nord Italia. Anche questo – ha concluso Schifaniè un dato eccezionale in una terra omertosa che sfida costantemente lo Stato“.
Proseguendo nel suo intervento, Schifani ha sottolineato ancora che la ‘ndrangheta è “una gravissima minaccia per il progresso economico dell’Italia e non solo“. Soprattutto, nonostante i molti risultati conseguiti dallo Stato, “quando parliamo di ‘ndrangheta siamo costretti a confrontarci con un fenomeno non ancora sconfitto. Oggi il problema più rilevante è che attraverso le operazioni di riciclaggio, sempre più numerose, si raggiunge il punto di non ritorno, con la piena e totale integrazione dell’illecito in ogni settore dell’economia legale“. “Per evitare il sorgere di una legalità mista, cove le organizzazioni criminali si insidiano nella borghesia, nella finanza, nella vita economica del P?aese, la capacità di prevenzione e repressiva dello Stato non può essere affidata unicamente alle forze dell’ordine e alla magistratura. Il bene comune e il benessere sociale sono incompatibili con modelli di collusione, contiguità, fratellanze fondati con mezzi e finalità illecite. Se in alcune zone questa organizzazione criminale gode del consenso di una parte – mi auguro sempre più minoritaria – della popolazione, o comunque di un non dissenso, è evidente che la componente onesta del Paese, che vive nel rispetto delle regole, non può continuare a soffrire per la presenza di una legalità debole che impedisce il benessere sociale e il bene comune“.
In conclusione, per Schifanioccorrono il coinvolgimento e l’attenzione di quanti sono impegnati e vogliono costruire il giusto percorso di legalità del nostro Paese. In Calabria – ha detto ancora il presidente del Senato – questa gente comincia a esserci e lo dimostra con i fatti“. “Il futuro dell’Italia – ha terminato Schifaniè affidato alla capacità, alla volontà e alla professionalità della parte sana del Paese“.