‘Ndrangheta, pentito-shock: “vogliono uccidere Gratteri”

E’ stata rafforzata la scorta del sostituto procuratore antimafia Nicola Gratteri. Il provvedimento è stato disposto dal Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica di Reggio Calabria, a seguito delle rivelazioni di un pentito che ha svelato un piano per uccidere il magistrato, da decenni impegnato in prima linea contro le cosche reggine e il traffico internazionale di droga. Un’inchiesta è stata aperta dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. La notizia è trapelata da un servizio pubblicato oggi da Il Fatto Quotidiano. Secondo la gola profonda della `ndrangheta, nella città dello Stretto sarebbero già arrivati 16 chilogrammi di plastico per un plateale attentato contro Nicola Gratteri. Il magistrato è in pole position per l’incarico di Procuratore capo di Reggio Calabria, dopo il trasferimento a Roma di Giuseppe Pignatone, ed è uno dei più seguiti divulgatori antimafia con i suoi libri che svelano affari e segreti delle cosche. Non è la prima volta che Gratteri si trova nel mirino della `ndrangheta. Nel 2005, i carabinieri del Ros scoprirono nella Piana di Gioia Tauro un arsenale con chili di esplosivo, lanciarazzi, bombe e kalasnikov, che dovevano servire per eliminare lo scomodo magistrato.