Montebello jonico (Rc): frantoio sequestrato, denunciato il proprietario

Continua senza sosta il contrasto dei reati contro il patrimonio paesaggistico ed ambientale e delle frodi nel settore agroalimentare, grazie ai servizi di prevenzione generale e specifica predisposti dal Comando Provinciale del Corpo Forestale dello Stato di Reggio Calabria, con particolare riferimento agli opifici di trasformazione dei prodotti agricoli ed allo smaltimento dei residui industriali di lavorazione.
Nell’ultimo in ordine di tempo, una pattuglia del Comando Stazione di San Roberto, a seguito di segnalazione pervenuta al numero 1515 della Centrale Operativa Regionale del CfS, si recava nella località “Maddà” in agro del comune di Montebello jonico (RC), notando immediatamente che all’interno del tratto di alveo del torrente S. Elia ricadente nel medesimo comune era presente una consistente quantità di residui liquidi industriali provenienti dalla lavorazione delle olive, dai quali esalava il tipico sgradevole odore dei tannini della sansa umida.
Da lì a poco, in prossimità dell’area oggetto di scarico, veniva individuato un frantoio che, al momento dell’accesso, non risultava essere in attività. Dopo aver proceduto ad un accurato controllo documentale, il personale CFS effettuava un’attenta ispezione della struttura, notando che, nonostante questa fosse dotata di due grandi vasche per la raccolta dei reflui e dei residui di lavorazione, le stesse risultavano colme fino all’orlo ed il loro contenuto tracimava palesemente al di fuori, riversandosi direttamente all’interno dell’alveo del torrente. Considerata la flagranza del reato, l’indagato giustificava la fuoruscita dei liquami con un guasto nell’impianto di depurazione.
Quanto accertato non rientrava nelle previsioni della vigente normativa sull’impiego delle acque di vegetazione e delle sanse umide ai fini agronomici, pratiche queste che devono essere effettuate nel pieno rispetto di criteri generali di utilizzazione delle sostanze nutritive ed ammendanti e dell’acqua in esse contenute, che tengano, altresì, conto delle caratteristiche pedogeomorfologiche, idrologiche ed agroambientali del sito e che siano rispettosi delle norme igienico-sanitarie, di tutela ambientale ed urbanistiche.
Preso atto di quanto sopra, il personale operante poneva sotto sequestro penale l’opificio, che veniva successivamente convalidato dalla competente Autorità Giudiziaria, e deferiva in stato di libertà il proprietario dello stesso, tale Z.G., di anni 50, al quale venivano contestati i reati relativi allo scarico illecito di reflui industriali ascrivibili agli artt. 103 e 124 del D.lgvo 156/06.
Considerati i risultati operativi raggiunti, l’attività di controllo in questo settore continuerà sino a cessate esigenze in tutta la provincia di Reggio Calabria.