Messina, Buzzanca: “Non lascio l’Ars, ma se costretto resto sindaco”

Giuseppe Buzzanca, sindaco di Messina e deputato regionale del Pdl, ha replicato così in merito alla decisione dell`Assemblea siciliana di dichiarare incompatibile il suo doppio incarico: “Io resisto e non sono il solo. Ci sono tanti deputati e senatori nel parlamento nazionale che, come me, hanno ritenuto di doversi legittimamente difendere da una sentenza della Corte costituzionale che è giunta dopo le elezioni“. Il primo cittadino, parlando a “24 Mattino” su Radio 24 e online sul sito www.radio24.it, continua: “In questo momento viene fatta una battaglia persecutoria contro di me perché il primo degli eletti che mi subentrerebbe, eletto nel Pdl, poi ha fatto altre scelte, da voltagabbana qual è, passando nel partito Mpa di Lombardo. Questa sì che è una questione morale“. Buzzanca dovrà decidere entro dieci giorni quale poltrona mantenere, altrimenti l`Ars lo considererà decaduto. “ma io rispetterò il termine e ovviamente deciderò. Anticipo che deciderò di rimanere sindaco. A meno che non intervenga nel frattempo una sentenza del Consiglio di giustizia amministrativa, cioè il Consiglio di Stato siciliano, a cui ho fatto ricorso“. Alla domanda di Alessandro Milan sul perché di tanto accanimento a voler conservare due incarichi, Buzzanca ha risposto: “Perché lo ritengo giusto, mi volete togliere il diritto di difendermi? La mia è una battaglia di principio. Io non sto occupando abusivamente uno scranno. Sono stato legittimamente eletto dai miei concittadini in due distinte corse elettorali. La gente in cabina elettorale ha scritto Buzzanca. Sa invece qual è la Casta? Chi non si sottopone al giudizio degli elettori, quella è Casta. La mancanza di preferenza è la Casta“.