Mazara, motopesca sequestrati: i 19 passeggeri si trovano in carcere a Bengasi

Stamattina ci hanno detto che entro le ore 12 saremmo stati liberati, e invece siamo stati trasferiti nel carcere di Bengasi”. Una situazione che si è letteralmente capovolta quella dei passeggeri dei tre motopesca sequestrati dalle autorità libiche. A parlare è il capitano del Boccia II, Pietro Russo, che racconta all’Ansa di trovarsi in carcere: ”Siamo tutti e 19 in carcere, con c’e’ il console. Domani ci portano al tribunale militare di Bengasi, credo che faranno un processo. Ci hanno detto che si tratta di una formalità”. ”Intanto – spiega Russoci hanno sequestrato i cellulari, riusciamo a comunicare solo grazie al console che ci ha messo a disposizione il suo telefono e che per il momento è qui con noi. Stiamo bene”. ”Quando ci hanno fermato le motovedette libiche – ha sottolineato Russo riferendosi al sequestro di giovedi’ sera – le autorita’ erano armate di bazooka e bombe a mano. Siamo in una situazione terribile”.
Un quadro che si complica, rispetto alle informazioni di stamani, quando il sindaco di Mazara, Nicola Cristaldi, si era mostrato ottimista riguardo l’esito della vicenda: ”Sono convinto che la situazione si risolvera’ in poche ore e l’auspicio e’ che non si arrivi ad un processo vero e proprio. L’udienza di questa mattina e’ una sorta di fase ‘istruttoria’ e potrebbe concludersi con una verbalizzazione”. Anche il parlamentare Bellotti, dalla Libia, aveva fatto intendere che si sarebbe concluso il tutto con dei semplici atti formali e aveva inviato una foto via email.
Tensione era trapelata invece dalle dichiarazioni dell’armatore del Maestrale Vito Margiotta, il quale aveva dichiarato: ”Abbiamo appena sentito il console Guido De Sanctis, questa mattina si svolgera’ il processo da parte delle autorita’ libiche per verificare se c’e’ stata un’ invasione delle acque territoriali libiche da parte delle 3 imbarcazioni sequestrate”. E aveva aggiunto:”Stiamo attraversando momenti di tensione insieme ai familiari anche perche’ non sappiamo quali potrebbero essere le sanzioni in caso di condanna se il carcere, il sequestro del mezzo o del prodotto, se verranno applicate quelle vigenti durante il regime di Gheddafi. La Libia in via del tutto unilaterale ha portato a 72 miglia dalla costa il controllo delle sue acque territoriali, mentre il diritto internazionale lo definisce entro i 12 miglia”. ”I 19 uomini dei 3 equipaggi sono ancora sulle navi al porto, non possono scendere – ha concluso Margiottae le autorita’ non volevano che salisse nemmeno il console. Ci sono stati attimi di tensione“.
Intanto, l’ambasciatore Maurizio Melani, dirigente generale del Sistema Paese del ministero degli Affari esteri, a Mazara del Vallo per la manifestazione Sea Slow Land, ha detto di essere ”in costante contatto con le autorita’ libiche per il rientro delle 12 persone sequestrate, tra cui 7 tunisini residenti a Mazara del Vallo”. ”I rapporti con il governo transitorio sono stretti – ha aggiunto l’ambasciatore, che stamattina ha incontrato gli armatori dei tre pescherecci – l’auspicio e’ che la situazione si risolva prima possibile”.