La “primavera siriana” è ormai una vera e propria guerra

La primavera siriana si e’ ormai trasformata in un vero e proprio “conflitto armato”: a sancirlo e’ stata la Commissione voluta dall’Onu per indagare sulle violazioni dei diritti umani in Siria, 17 mesi dopo l’inizio della rivolta. Il rapporto presentato a Ginevra arriva subito dopo l’affermazione del presidente siriano Bashar al-Assad che il Paese e’ “in un vero stato di guerra”. Intanto per la prima volta in Siria c’e’ stato un attacco contro i media ufficiali, un’irruzione nella sede di una tv filo-regime che ha fatto 7 morti, fra cui tre giornalisti. L’attacco all’emittente Al Ikhbariya, situata nella zona di Drousha, a una ventina di chilometri da Damasco, e’ stato condannato dal regime (che ha parlato di “massacro”), ma anche dalle associazioni dei diritti umani e dagli attivisti. “Non e’ questa la Siria che vogliamo”, ha scritto qualcuno su Twitter. L’Esercito libero Siriano ha attribuito l’attentato a disertori della Guardia Repubblicana, uno dei corpi d’elite del regime. A Ginevra, la commissione d’inchiesta istituita dall’Onu ha reso noto che mel massacro del 25 maggio a Hula morirono almeno 165 persone, una cinquantina in piu’ di quelle che si era creduto fino ad oggi, in gran parte donne e bambini. La commissione non e’ stata in grado di determinare l’identita’ dei responsabili”, anche perche’ gli osservatori Onu non sono mai riusciti a raggiungere la localita’, ma considera molto probabile che siano state “le forze fedeli al governo”. Intanto, mentre il primo ministro turco, Recep Tayyip Erdogan, ha assicurato che Ankara non ha alcuna intenzione di attaccare la Siria, l’ex capo del Cns, principale forza dell’opposizione,Burhan Ghalioun, e’ riuscito a entrare in Siria e a rimanervi per qualche ora: ha incontrato gruppi di ribelli nella provincia di Idlib e ha detto che quella parte del Paese, almeno quella, e’ “liberata”. Di fronte all’escalation delle violenze, l’inviato di Onu e Lega Araba in Siria ha confermato la convocazione per sabato a Ginevra del nuovo Gruppo di azione sulla Siria. La Russia si e’ detta d’accordo a partecipare purche’ sia presente anche l’Iran, su cui pero’ l’Occidente, Washington in testa, ha forti riserve. E l’impasse che da mesi tiene bloccata la diplomazia internazionale rischia di bloccare anche questa riunione.