La Guardia di Finanza in Calabria ha scoperto 170 milioni di euro non dichiarati nei primi 5 mesi del 2012

La lotta all’evasione fiscale e’ stata uno dei primi obiettivi portati avanti dalla Guardia di finanza in Calabria che, durante lo scorso anno, ha constatato evasione dell’Iva per oltre 25,7 milioni di euro e, in materia di imposte dirette, ha fatto emergere una base imponibile sottratta a tassazione di circa 170 milioni di euro. A questo si aggiungono le verifiche sulle regolari emissioni di scontrini e ricevute fiscali, per le quali sono stati eseguiti 7.023 interventi di cui il 39,14 per cento con esito irregolare. A fronte dell’individuazione di reati fiscali sono stati, infine, sequestrati beni per oltre 44 milioni di euro. I dati sono stati resi noti a margine della cerimonia per il 238esimo anniversario per la fondazione del Corpo, che si e’ svolta oggi a Catanzaro nella caserma “Lagana’”. Nel contrasto al lavoro sommerso, nel territorio calabrese, nei primi cinque mesi dell’anno, sono stati scoperti 310 lavoratori “in nero e irregolari”, le corrispondenti violazioni sono state contestate a 135 datori di lavoro. Fondamentale anche l’impegno a tutela della spesa pubblica, dove sono stati scoperti, nel complesso, circa 27 milioni di euro di finanziamenti indebitamente percepiti ai danni dell’Unione Europea e dello Stato, di cui oltre 2,5 milioni di euro frodati nei confronti degli enti previdenziali ed assistenziali. Le indagini in materia di danni erariali sono state 39, d’iniziativa o su delega della procura regionale della Corte dei Conti, e hanno consentito di accertare danni erariali per oltre 87 milioni di euro.