Gela, l’ennesimo cavalcavia mostra segni di cedimento. Gli ambientalisti sollecitano una perizia tecnica

Il crollo del ”Geremia II” sulla SS 626 per Caltanissetta (maggio 2009) e la caduta del ponte ferroviario lungo la tratta per Caltagirone (maggio 2011), sono due degliu episodi più significativi della poca stabilità delle nostre infrastrutture. Ora, un altro viadotto di Gela mostrerebbe gravi segni di cedimento. E’ il cavalcavia che, alle porte della citta’, collega la via Venezia alla SS117 bis per Catania ed Enna.Il viadotto in questione e’ stato realizzato negli anni ’70 ed e’ uno degli snodi viari piu’ importati e piu’ movimentati di Gela, sia per il traffico extraurbano che per quello urbano.Il presidente dell”associazione di protezione civile ”Ambiente e Sviluppo”, Francesco Cassarino, ha segnalato alla procura della Repubblica del tribunale di Gela la caduta di pezzi di calcestruzzo che hanno messo a nudo i ferri di pilastri e campate, la cui consistenza apparirebbe compromessa dal tempo e dalle intemperie. Gli stessi ambientalisti hanno sollecitato l’intervento dei tecnici dell’Anas per una perizia statica che consenta la verifica della stabilita’ della struttura viaria. E oggi ne hanno parlato con il procuratore, Lucia Lotti. Una chiusura di questo viadotto, dopo quella della strada Gela-Caltanissetta e della tratta ferroviaria Gela-Caltagirone, sarebbe un duro colpo per il sistema di mobilita’ dei cittadini del comprensorio gelese, che si trova già in condizioni di difficoltà.