Dalla Calabria un segnale forte contro il mattone selvaggio

Un segnale forte contro il mattone selvaggio. Legambiente saluta con entusiasmo la sigla di un protocollo d’intesa tra Prefettura, Procura e Comuni della provincia di Vibo Valentia per dare pronta esecuzione alle sentenze definitive e dunque agli abbattimenti delle case abusive. Un segnale, in netta controtendenza alla politica nefasta dei condoni, che rafforza la via della legalità e della giustizia ambientale che Legambiente ha rilanciato con la campagna nazionale “Abbatti l’abuso”. E che tocca agli enti locali e alle istituzioni intraprendere in modo deciso.

“Per cambiare davvero volto a questo Paese occorre rimediare agli errori del passato – ha detto Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, unendosi al plauso all’iniziativa della Procura di Vibo Valentia –. Per questo demolire gli abusi edilizi, che sono una delle piaghe più evidenti di trent’anni di illegalità diffusa, è un’azione fondamentale. Quest’anno a bordo di Goletta verde abbiamo avviato la campagna ‘Abbatti l’abuso’ proprio per riaccendere i riflettori su questo tema e sottolineare come anche il rilancio della nostra economia passa per un’offerta turistica di qualità che è incompatibile con la presenza di cemento abusivo sulle nostre coste”.

In quella che il dossier Mare Monstrum 2012 di Legambiente ha definito “la Repubblica fondata sul mattone”, per giunta abusivo, la Calabria figura al 4° posto nella classifica alla rovescia della speculazione. Una pratica di “illegalità legalizzata” che mette ha repentaglio la tenuta ambientale in particolare delle coste. Il dossier individua proprio il Vibonese tra le aree particolarmente colpite, segnalando però l’intensa attività di contrasto e prevenzione della Procura guidata da Mario Spagnuolo, in prima linea sul fronte della lotta all’abusivismo edilizio.

“Il protocollo d’intesa è un ulteriore passo in avanti – ha dichiarato Francesco Falcone, Presidente di Legambiente Calabria – che corona gli sforzi compiuti nel recente passato. Un messaggio importante, il primo in Calabria, che le istituzioni lanciano al territorio: nulla sarà più tollerato. Una speranza per quelle zone particolarmente colpite alle quali, nello spirito del protocollo, sarà data priorità assoluta. Occorre continuare su questa via e coinvolgere l’intera regione per avviare una nuova stagione ambientalista”.

Certo, l’abbattimento di alcune decine di immobili abusivi è solo l’ inizio di una inversione di rotta in un territorio asfissiato dal cemento. “La sottoscrizione del protocollo d’intesa è un atto di civiltà che potrebbe rappresentare una svolta importante per il territorio – ha dichiarato il vibonese Franco Saragò, della segreteria regionale  del Cigno Verde – purché gli enti locali facciano la propria parte fino in fondo adottando piani strutturali virtuosi e soprattutto impegnandosi a debellare la pratica dell’abusivismo legalizzato, che ha consentito ad oggi la realizzazione di vere e proprie colate di cemento a ridosso della battigia. Balza agli occhi infatti – ha aggiunto Saragò – nonostante il disastro urbanistico che colpisce soprattutto la Costa degli Dei, l’esiguo numero di fabbricati da abbattere, ciò a dimostrazione che è fondamentale un sostanziale cambio di rotta da parte delle amministrazioni pubbliche. Sicuramente il protocollo d’intesa, oltre a ridurre i tempi, supporta le amministrazioni locali che spesso si trovano da sole a gestire  problemi di non facile soluzione e rappresenta uno scossone imp0rtante anche per la società civile”.