Catanzaro, compravendita di voti: 60 nomi sul taccuino della Digos

Si tratta di un’inchiesta relativa ad una presunta compravendita di voti che, secondo l’ipotesi d’accusa, si sarebbe verificata a Catanzaro, in occasione delle ultime elezioni comunali del 6 e 7 maggio.In un elenco sequestrato ad uno dei tre indagati dell’inchiesta e che gli investigatori della Digos sentiranno come persone informate sui fatti, compaiono circa i nomi di sessanta elettori.Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Gerardo Dominijanni.Gli elettori citati sul foglio, che e’ stato sequestrato all’indagato fuori da un seggio assieme ad un normografo, del materiale di propaganda elettorale e dei soldi, dovranno chiarire se in occasione delle consultazioni elettorali e’ stato offerto loro del denaro in cambio di voti. Gli inquirenti ipotizzano che uno dei candidati a consigliere abbia ricevuto sostegno procurato illegalmente con l’acquisto dei voti o la manomissione di schede.Il pubblico ministero nelle scorse settimane ha disposto il sequestro di tutte le schede votate, destinate all’attenzione anche dei magistrati del Tribunale amministrativo regionale cui il centrosinistra ha deciso di proporre ricorso, perche’ si verifichi se nel corso delle elezioni, conclusesi con l’elezione a sindaco del candidato di centrodestra, Sergio Abramo, tutto si e’ svolto regolarmente.