Berlusconi incontra Monti: “voto anticipato e crisi di governo sarebbero una catastrofe per l’Italia”

Non era di ottimo umore Silvio Berlusconi quando si e’ presentato ai suoi dopo l’incontro con Mario Monti. Molto scettico sui risultati del vertice del Consiglio europeo, colpito per “l’indeterminatezza” del governo, arrabbiato perche’ – ha raccontato dopo l’assemblea dei gruppi – e’ in atto un tentativo di scalfirlo non piu’ solo a livello giudiziario, ma anche economicamente, con il suo patrimonio che si assottiglia sempre di piu’. L’ex premier ha dato alcune garanzie al Professore: il Pdl non si assumera’ la responsabilita’ della crisi, non dara’ scadenze all’esecutivo, e’ consapevole delle difficolta’ che sta incontrando l’Italia. Vorrei andare al voto anticipato subito – ha spiegato il Cavaliere ai parlamentari – ma non si puo’, sarebbe una catastrofe. L’incontro fra Monti, Berlusconi, Alfano e Letta si e’ svolto in un clima cordiale: l’impressione, fra chi vi ha partecipato, e’ che l’Italia non avra’ comunque elezioni anticipate in autunno.
Ma l’ex Capo dell’esecutivo allo stesso tempo ha posto alcuni ‘paletti’: niente piu’ blindature, no ai provvedimenti che non rientrano nelle sfere di ‘competenze’ di un governo tecnico e “maggiore concretezza” al tavolo dei Grandi Ue. Raccontano nel Pdl che il premier abbia condiviso le preoccupazioni per l’intransigenza di Berlino, che abbia garantito massimo impegno ma senza fare alcuna promessa. Se non appunto quella di battersi, di essere pronto a porre anche il ‘veto’, a far pesare il lavoro di consolidamento dei conti portato avanti dall’Italia, a minacciare anche il fallimento del vertice qualora non arrivasse il via libera a soluzioni forti contro la crisi. Il premier, come ha spiegato anche Bersani alla fine dell’incontro con il premier a palazzo Chigi, al momento non punta sugli eurobond, ma crede fortemente alla possibilita’ di intervento della Bce o dei firewall, Efsf e Esm, “per evitare divaricazioni eccessive degli spread degli Stati che sono in regola con la disciplina di bilancio“.
Trattero’ ad oltranza“, e’ la premessa del presidente del Consiglio che oggi si e’ presentato a Montecitorio per chiedere “un tandem governo-Parlamento” e invocare l’unita’ del Paese in questa partita. Fonti parlamentari riferiscono che il Professore, dopo gli incontri con Berlusconi e Bersani, nutrano qualche preoccupazione in meno riguardo ai riflessi che il vertice potrebbe avere sulla tenuta della maggioranza. Cio’ nonostante il timore e’ che le fibrillazioni possano lo stesso aumentare, soprattutto nel Pdl diviso tra ‘falchi’ (sempre di piu’) e colombe. Percio’ le rassicurazioni sulla carta del Cavaliere non lasciano comunque dormire sonni tranquilli. Decisivo, quindi, il vertice del 28. “Sta emergendo la consapevolezza della posta in gioco“, ha detto il Professore in Aula, “noi rispettiamo le regole percio’ non abbiamo complessi“, sara’ “un complicatissimo passaggio” e “mi fa piacere andare a questa sfida con un impegno comune“, ha aggiunto Monti che per sminare il terreno parlamentare ha assicurato l’impegno del governo su esodati, ammortizzatori e flessibilita’. Nel frattempo Berlusconi resta alla finestra. Ha dato la sua disponibilita’ a candidarsi, “magari come ministro dell’economia in un governo Alfano“. Tanti dirigenti sono con lui, come Giancarlo Galan che ha ribadito come sia fondamentale in questo momento di crisi di consenso l’apporto del Cavaliere. Il partito di via dell’Umilta’ critica soprattutto la riforma del mercato del lavoro che, per dirla con le parole dell’europarlamentare Mario Mauro, non fornisce alcuna garanzia alle aziende che vogliono investire nel nostro Paese. Per quanto riguarda il partito, invece, in realta’ non c’e’ stato molto dibattito durante la riunione del gruppo: Ignazio La Russa e altri avrebbero voluto intervenire, ma incombeva la discussione sui temi della crescita in Europa. Se ne parlera’ la prossima settimana, quando ci sara’ un nuovo tavolo delle regole in via dell’Umilta’. Quello di ieri ha fissato la data delle primarie a cavallo tra settembre e ottobre, in attesa di conoscere le reali intenzioni di Berlusconi che ieri ai deputati prima di raccontare storielle e le bellezze della sua nuova villa in Sardegna ha promesso di voler fare una grande e combattiva campagna elettorale.