Auto ad aria compressa: a metà del prossimo anno sarà in vendita

Ebbene si, l’arrivo di questo gioiello tecnologico ed ecologico potrebbe essere molto vicino. Si tratta della macchina ad aria compressa, che sarà in vendita già dalla metà del 2013. Un progetto nel quale ha voluto credere fortemente Tata, uno dei maggiori gruppi industriali indiani. Secondo le prime dichiarazioni, il modello pioniere sarà un quadriciplo leggero. Cyril Negre, considerato il padre di questa macchina, racconta la storia a Repubblica.
E dunque entro la metà del prossimo anno l’attesissima auto ad aria compressa sarà sul mercato. Si tratta di una macchina che nel serbatoio ha solo aria compressa: la soluzione ideale se la relazioniamo al periodo di crisi attuale a livello di caro-carburante. La  Motor Development International (MDI), con sede in Lussemburgo, ha rilasciato a Repubblica, in anteprima, tutte le informazioni sul progetto di questa macchina proiettata verso il futuro. Il suo costo sarà di 7000 euro e il primo modello disponibile sul mercato sarà una city car. In seguito ci saranno altri modelli, come la berlina per le famiglie, o la vettura per i quattordicenni e persino i bus, e poi ancora il veicolo commerciale, il trattore e il container. Insomma, si tratta di una vera e propria innovazione, con un motore da attaccare a una presa di corrente, in modo da usarlo come generatore di corrente in caso di emergenza. L’accordo con la casa automobilistica indiana, la Tata, era nato in realtà già nel 2007. Ora è il momento giusto per concretizzarlo. Come spiega lo stesso Cyril Negre, figlio di Guy Negre (fondatore della MDI) e responsabile tecnico dell’auto ad aria, il primo modello sarà l’AirPod, omologata come un quadriciclo leggero ma “grande”, per i sedicenni. In seguito arriverà la versione per i quattordicenni e poi sarà la volta di una macchina vera. Quanto al mercato di riferimento, all’inizio l’AirPod sarà consegnata in Francia, con precedenza per chi l’ha ordinata e poi sarà distribuita in tutti i paesi europei. Anche se Negre tende a puntualizzare che il concetto di commercializzazione in questo caso è un pò diverso: non ci saranno delle vere e proprie concessionarie, ma si tratterà piuttosto di fabbriche. Sarà all’interno di queste officine che la macchina sarà prodotta e anche venduta: un particolare che abbassa notevolmente i costi. Il progetto prevede 25 piccole fabbriche in Francia e 20 in Italia. I vantaggi sarebbero non solo economici ma anche sociali: produrre un certo quantitativo di auto in delle fabbriche richiederebbe una buona percentuale di forza lavoro in più e questo può dare slancio alle famiglie. Inoltre per fare una macchina ecologica bisogna utilizzare anche poca energia. Le macchine finite poi vengono trasportate nelle varie parti d’Europa, con il vantaggio della produzione in loco, che riduce le emissioni e i costi del ciclo produttivo. Ogni officina potrebbe arrivare a produrre circa 7000 macchine, ognuna delle quali costa poco e richiede dei costi ancora più bassi per l’utilizzo: basti pensare che con meno di 1 euro sarà possibile percorrere 100 Km. Le fabbriche che produrranno questo gioiellino saranno delle fabbriche a 360°, dove verrà prodotto l’80% della macchina. Il dubbio di molti è quello della significativa quantotà di energia che bisognerà immagazzinare per sostentare la macchina, ma Negre risponde che “è vero che per comprimere l’aria serve più energia che per caricare una batteria. Ma poi per funzionare un’auto ad aria brucia meno energia perché è leggerissima, per cui nel ciclo ‘dal pozzo alla ruota’ la tecnologia auto-ad aria è vincente“. Ecco in breve il funzionamento della macchina:  è lo stesso motore che spinge la macchina che funziona anche da compressore, non c’è motore e compressore, ma c’è solo un elemento che fa tutto. E che può anche funzionare come generatore di corrente per appartamenti. E’ possibile acquistarla sul sito www.mdi.lu, aderendo al sistema di pre-ordini.
L’aspetto più complicato nelle fasi di produzione, secondo quanto racconta Negre a Repubblica, è stato il funzionamento del motore e la tecnologia. Inoltre, per passare ad una vettura più grande, detta AirOne, è stato messo a punto un sistema a doppia energia: fra la bombola e il motore c’è un piccolo motore benzina o diesel. Il bruciatore, che si trova fuori dal motore ad aria, scalda l’aria a 600 gradi, senza emissioni nocive (a parte un pò di CO2) e lo fa prima del motore, quindi aumenta l’autonomia di almeno 3 volte. Per fare un esempio si possono percorrere 350 km circa con consumi ridicoli: mezzo litro per fare 100 km.A livello di potenza e prestazioni del veicolo Negre spiega che “La piccola AirPod ha 7 Kw, ma una coppia completamente piatta di 45 Nm e una velocità massima di 80 Km/h. L’AirOne invece ha un motore da 15 Kw e fa i 100 orari. Ma è una macchina molto più grossa, pesa 400 kg. E poi c’è l’AirCity – ancora più grande – che non è più un quadriciclo leggero ma una macchina vera, fa i 130 orari ed ha con 25 Kw di potenza“. E per rifornire queste macchine supertecnologiche? Nel progetto del MDI sono previste delle stazioni che possono rifornire fino a 85 macchine al giorno. Con la differenza che il rifornimento in una stazione di servizio costa il doppio di quello a casa, con un buon margine di guadagno per i distributori, che saranno agevolati nella realizzazione dell’impianto apposito. E per quanto riguarda la paura legata da sempre alle bombole, Negre ribatte che sono lavorate con livelli di efficienza altissimi. Certo, le bombole richiedono manutenzione, un controllo almeno ogni 5 anni per legge. Ma ciò che Negre vuole più di ogni altra cosa sottolineare è che queste macchine sono ecologiche: “non inquinano, non sporcano, hanno un olio motore eterno, non hanno circuito dell’acqua, non c’è alta temperatura di funzionamento“. Inoltre ci sono altri vantaggi legati all’aria compressa: “la temperatura del motore è al rovescio, cioé caldo fuori e freddo dentro, cioé meno 20 gradi dentro la camera ‘di combustione’ (nome improprio perché non brucia nulla, ma solo per capire il discorso). Per cui usiamo i ‘gas’ di scarico per raffreddare l’abitacolo, al posto del condizionatore. Ci sarà poi anche un piccolo baule per raffreddare le bibite. In più l’aria compressa  può essere usata per fare sicurezza, per gonfiare aribag esterni e salvare i pedoni. Abbiamo già dei prototipi funzionanti simili a quelli della Volvo” spiega Negre.
Infine questa macchina non è nemmeno rumorosa: fa più rumore di una macchina elettrica ma meno di un’automobile normale, con un motore che alla velocità massima fa appena 1500 giri. Insomma, adesso non rimane che provarla!