A Lamezia Terme mercoledì torna ”Trame”, il festival della letteratura sulle mafie

Mercoledi’ 20 giugno torna ”Trame”, il festival della letteratura sulle mafie che viene ospitato per il secondo anno da Lamezia Terme. ”E’ un’azione corale contro le mafie -spiega all’Adnkronos il direttore Lirio Abbate- perche’ le azioni pratiche di magistrati, scrittori e giornalisti possa essere da esempio per la gente, affinche’ si rompa il muro dell’omerta”. L’idea e’ quella di portare i protagonisti in mezzo alla gente. Infatti gli incontri che si susseguiranno fino a domenica prossima si terranno all’aperto nelle strade di Lamezia Terme. ”Trame e’ un grande movimento di parole. Parlando -prosegue Abbate- si ha la conoscenza di cio’ che avviene e con la conoscenza si puo’ iniziare a fare ragionamenti e analisi, un percorso culturale”. Si rischia di inflazionare troppo le manifestazioni antimafia? ”Secondo me il vero problema -risponde Lirio Abbate- e’ di quelli che parlano di antimafia ma non la fanno con la pratica, o meglio che scelgono l’antimafia come paravento da ipotesi investigative. Io mi guarderei bene soprattutto da loro”.  Il programma di ”Trame” di quest’anno ruotera’ attorno alla figura della donna e al loro coraggio. ”Parleremo delle vittime innocenti della mafia, delle testimoni di giustizia che hanno avuto l’ardire di liberarsi dai clan e altre tratte nei tranelli e sciolte nell’acido”, spiega il direttore del festival Lirio Abbate. ”Puo’ rinascere la primavera anche in Calabria. Se una donna -prosegue- ha avuto il coraggio di fare una cosa del genere, anche noi possiamo farlo. Siamo con loro e dobbiamo sostenerle”. La novita’ di quest’anno e’ che, oltre ai magistrati e agli scrittori e giornalisti che si alterneranno negli incontri, al festival ”Trame” parteciperanno anche personaggi dello spettacolo con lavori particolari sulle mafie. Il duo comico Ficarra e Picone, ad esempio, porteranno un racconto inedito su don Pino Puglisi, ucciso dalla mafia in Sicilia nel 1993. E poi anche Zoro, che raccontera’ l’anno politico appena trascorso, la band A67 di Scampia. ”Non e’ compito solo dei magistrati o dei giornalisti farsi testimoni contro la mafia. L’antimafia -sottolinea Abbate- siamo tutti noi, e anche gli uomini di spettacolo possono lanciare un messaggio”. Tutti gli inediti che verranno letti nei giorni del festival, da mercoledi’ a domenica, diventeranno un audiolibro che sara’ distribuito con L’Espresso in occasione del ventesimo anniversario dell’uccisione di Paolo Borsellino. Da Lamezia Terme partira’ un’iniziativa degli ”amici di Trame” che sottoscriveranno un manifesto appello ‘‘per chiedere verita’, non solo legalita’, sui misteri che avvolgono il nostro Paese. Sulle bombe, le stragi, sebbene ci siano state delle sentenze non e’ stata detta tutta la verita”, spiega il direttore del festival, Lirio Abbate. Ne discuteranno in questi giorni i protagonisti di alcune delle vicende piu’ delicate del nostro Paese, i magistrati come Piero Grasso, attuale procuratore nazionale antimafia, il procuratore di Torino Giancarlo Caselli, il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia, il suo collega di Reggio Calabria Michele Prestipino. Nel programma ci sono tre sezioni particolari. La prima e’ ”Trame di segni. Ragionare per immagini, immagini per ragionare”, un laboratorio con un illustratore grafico ”su tutto quello che lavorare con le immagini comporta”. La seconda e’ ”Trame di carta. Immaginare l’editoria e la libreria al Sud”, un laboratorio a cura dell’associazione antiracket che promuove incontri per tre giorni con professionisti del settore ”per comprendere meglio il mondo del libro e fornire una chiave di lettura per interpretare il contesto nazionale e locale”. Infine, ‘‘Trame di cinema. Le ragioni del bene. Il racconto del male”, un seminario di sceneggiatrice con un’esperta del settore. La scelta di Lamezia Terme come luogo di promozione per il festival ”Trame” non e’ casuale. E’ un posto dove, nonostante l’impegno delle forze dell’ordine e dell’associazione antiracket, ancora di notte esplodono gli ordigni. L’ultimo episodio e’ avvenuto ieri notte davanti alla sede dell’Agenzia delle Entrate. ‘‘La criminalita’ accende le micce, noi con le nostre voci cerchiamo di spegnerle”, conclude Liro Abbate.