2 giugno: oggi 66esimo anniversario della Repubblica

La Repubblica italiana celebra oggi il 66* anniversario della sua proclamazione. Il 2 giugno 1946 il Referendum popolare, indetto per decidere sulla forma istituzionale dello Stato italiano e per eleggere i rappresentanti dell’Assemblea costituente, si esprimeva a favore della Repubblica, con 12.717.923 voti, contro i 10.719.248 per la Monarchia. A redigere la nuova Carta Costituzionale sarebbero stati i 556 deputati eletti nell’Assemblea costituente. L’Italia affermava cosi’ attraverso il voto, esteso allora per la prima volta anche alle donne, la propria volonta’ di vivere in un ordinamento fondato sulla liberta’, sulla democrazia e sulla convivenza pacifica. L’esito della consultazione elettorale fu siglato nella Sala della Lupa a Montecitorio. Pochi giorni dopo, il 28 giugno, fu eletto il primo Presidente della Repubblica italiana, Enrico De Nicola, con il titolo di Capo provvisorio dello Stato e si iniziavano i lavori dell’Assemblea Costituente, che ebbe l’onore di approvare – il 22 dicembre 1947 – la nuova Costituzione che entro’ in vigore l’1 gennaio 1948. E’ questo in sintesi l’iter che condusse l’ Italia repubblicana a fissare i Principi fondamentali della Nazione e i Diritti e doveri dei cittadini. Il tricolore italiano fu assunto come bandiera della Repubblica, e il 2 giugno (nel frattempo diventato – dal 1948 – festa nazionale della Repubblica), lo ripropone come segnale di pace e di speranza nella parata delle Forze Armate. La parata militare – che, sia pure con qualche interruzione, ha accompagnato i 66 anni della Repubblica – non e’ solo la rappresentazione visiva della difesa dei valori di liberta’, democrazia e convivenza pacifica, ma anche l’espressione del forte legame che unisce i cittadini alle Forze Armate. Dal 2 giugno 1946, le Forze Armate assolvono la fondamentale funzione di sicurezza assegnata loro dal paese, ed hanno saputo rinnovare l’impegno perche’ l’Italia divenisse cio’ che oggi e’: ‘un Paese libero, democratico, saldamente inserito nel consesso internazionale e nelle sue istituzioni piu’ significative’. Superati gli anni difficili del primo dopoguerra e della ricostruzione, in un’Europa ancora divisa, le nostre Forze Armate sono state chiamate a fornire il loro contributo a quell’Alleanza Atlantica, (che tra l’altro ci ha visto tra i Paesi fondatori), grazie alla quale si sono potute gettare le basi per la costruzione dell’Unione europea, ed ancora una volta al giorno d’oggi esse stanno confermando la capacita’ di assolvere le nuove missioni per la stabilita’ e la pace in tante aree del mondo, e di fornire un apporto determinante a sostegno del “sistema paese” e del suo ruolo nell’ambito della comunita’ internazionale e delle grandi organizzazioni di sicurezza. Quest’anno l’anniversario della proclamazione della Repubblica e’ in particolare dedicato ai concittadini colpiti dagli ultimi eventi sismici ed intende riaffermare la coesione e l’unita’ del Paese, il coraggio con cui il Popolo italiano sta affrontando e affrontera’ le sfide che ha davanti a se’. Le celebrazioni avranno inizio a Piazza Venezia, dove il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, accompagnato dalle piu’ alte cariche dello Stato, deporra’ una corona d’alloro al Sacello del Milite Ignoto in ricordo delle vittime del sisma e di tutti i militari e i civili che hanno servito e servono lo Stato con impegno ed abnegazione, sino all’estremo sacrificio della vita. Un tributo che, in 151 anni di storia, consente oggi al nostro Paese di contribuire, con un ruolo di primo piano, alla sicurezza ed alla stabilita’ internazionale. In Italia si terranno cerimonie ufficiali in tutte le citta’, mentre, in tutto il mondo le ambasciate italiane provvederanno ai festeggiamenti a cui sono invitati i vari Capi di Stato del Paese ospitante, che faranno pervenire al nostro Presidente della Repubblica i piu’ alti e sentiti auguri. Prima della fondazione della Repubblica, la festa nazionale italiana cadeva nella prima domenica di giugno, in concomitanza con l’anniversario della concessione dello Statuto Albertino. Con la legge 5 marzo 1977, n.54, a causa della congiuntura economica, il 2 giugno cesso’ di essere considerato giorno festivo e le celebrazioni per la Festa della Repubblica furono spostate alla prima domenica di giugno fino al 2001, quando furono reintrodotte dal presidente Carlo Azeglio Ciampi. La parata, articolata su tre settori quest’anno fortemente contenuta rispetto al passato, rappresenta l’omaggio che le Forze Armate e i Corpi armati e non dello Stato rendono alla Repubblica Italiana e al suo Presidente. Non sfileranno sistemi d’arma, cavalli e non ci saranno i tradizionali sorvoli delle Frecce Tricolori. Al passaggio davanti alla tribuna presidenziale, le bande e le fanfare interromperanno l’esecuzione delle musiche e marceranno con il solo rullare dei tamburi. Il primo settore comprende i Reparti rappresentativi della formazione militare con compagnie interforze delle Scuole Militari, delle Accademie Ufficiali, delle Scuole Sottufficiali e degli Enti addestrativi del personale di Truppa. Il secondo settore comprende i Reparti e le Unita’ impegnate nelle missioni internazionali nel quale sono inserite anche le bandiere delle Nazioni Unite, dell’Alleanza Atlantica e dell’Unione Europea, le rappresentanze di alcune Nazioni amiche e alleate, con bandiera, e i vessilli di alcuni Comandi e Forze multinazionali in cui il nostro Paese e’ attivamente impegnato, in Italia e all’estero. Il terzo settore comprende Enti e Corpi, militari e non, impegnati nelle emergenze e nella cooperazione. In particolare – e molto opportunamente – lo sfilamento sara’ chiuso da una simbolica rappresentanza di tutte quelle componenti, militari e civili, ad oggi impegnate in Emilia nelle operazioni di soccorso e assistenza alle popolazioni colpite dal sisma.