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L’Europa in ginocchio

L’Europa in ginocchio, vento di selloff sui mercati europei per i timori sul mercato per la probabile uscita della Grecia oltre alla sconfitta di Angela Merkel. Queste situazioni riaprono nuove incertezze negli equilibri politici dell’Eurozona. In questa situazione dove manca ancora un accordo politico, le borse europee chiudono tutte in negativo, selloff su tutti i listini,  Milano registra un (-2.74%) il Ftse Mib si è avvicinato ai minimi storici degli ultimi 12 mesi, testati lo scorso 12 settembre del 2011, a quota 13.474.14, Parigi (-2.29%),  Francoforte (-1.94%), Londra (-1.97%). Lo spread BTP-Bund chiude a 425 punti.

In questo scenario, anche per l’america chiusura negativa,  il Dow Jones chiude a (-0.98%), il Nasdaq (-1.06%) e lo S&P 500 (-1.11%).

A piazza affari forti cali per il settore bancario: Mediolanum (-6.96%), Unicredit cede il 4,91%. Male anche Enel Green Power che chiude a (-5.15%), Stmicroelectric (-5.09%) e Telecom a (-4.68%). In rialzo invece A2a a (+4.50%), Diasorin  (+2.7%). Recupera terreno Mps (+1.33%) prende il via positivo, dopo le dichiarazioni del neo presidente Alessandro Profumo, Mediaset (1.22%) e Pirelli (+0.84%).

Oltre le notizie negative dal fronte politico, non sono migliori le notizie derivanti dal fronte economico, la produzione industriale dell’Eurozona ha registrato un calo a marzo. Il dato è sceso dello 0,3% rispetto a febbraio.

Moody’s colpisce ancora, taglia il rating di 26 istituti, tra i quali, Unicredit da A2 ad A3 anche per Intesa Sanpaolo, Mps da Baa1 a Baa3, Banco Popolare da Baa2 a Baa3. In una nota dell’Agenzia, i giudizi sulle banche italiane «sono tra i più bassi nei paesi dell’Europa avanzata e riflettono la vulnerabilità di queste banche a contesti operativi sfavorevoli in Italia e in Europa». Sicuramente il ritorno del nostro paese in recessione e le misure di austerità del governo hanno portato ad una riduzione della domanda economica nel breve periodo.

Per quello che riguarda i dati macroeconomici della giornata, alle ore 11.00, appuntamento con lo Zentrum fur Europaische Wirtschaftsforschung (ZEW), consiste in una intervista a 350 investitori istituzionali e analisti Tedeschi che cercano di prevedere l’outlook economico dei prossimi 6 mesi per la Germania, ma è molto rappresentativo per l’euro zona. Un valore di Zew superiore a zero indica ottimismo sulla futura attività economica, invece un valore inferiore a zero indica pessimismo sulle future prospettive. Alle 14.30, appuntamento con i dati macro americani: CPI Il CPI che è un indicatore che misura il livello medio dei prezzi di un paniere fisso di beni e servizi acquistati dai consumatori, viene considerato la misura dell’inflazione mensile in un’economia; è un indicatore di inflazione primario perché la spesa per consumi rappresenta quasi i due terzi dell’attività economica. Segue il Core Retail Sales, misura il totale delle ricevute dei dettaglianti, per beni durevoli e non durevoli. Le sue variazioni percentuali mensili visualizzano delle indicazioni sulla spesa dei consumatori, soprattutto perché rappresentano circa la metà della spesa totale per consumi, e approssimativamente un terzo dell’attività economica aggregata. Vendite al Dettaglio in crescita significano economia in rafforzamento e pertanto aspettative di tassi più alti nel breve termine.

Francesca Roveda

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