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Dati macroeconomici non confortanti

Piazza Affari termina la seduta registrando un (-2,6%), Londra chiude in negativo con un (-0.93%), Parigi (+0.42%), Francoforte ( -0.75%). Il nervosismo che notiamo in questo periodo sui mercati europei si spiega anche con l’appuntamento per domenica 6 maggio, in cui si conoscerà il futuro politico della Francia e della Grecia.  Sembra che ministri delle Finanze dell’Unione europea siano quasi vicini ad un accordo sui requisiti di capitale che le banche dovranno detenere nei propri bilanci, oltre a quello già stabilito da Basilea III, ma le piazze sembrano non risentirne.

I dati macroeconomici usciti ieri non sono stati confortanti, l’uscita dell’indice Pmi manifatturiero di aprile è risultato in calo sia in Italia che nella zona euro, ma anche oltreoceano la situazione non migliora, sotto le attese il dato riguardante gli occupati del settore privato e gli ordini all’industria.

Wall Street chiude vicino alla parità con il Dow Jones che perde il (- 0,08%), il Nasdaq (+0.31%),lo S&P500 perde  il (-0.25%).

A Piazza Affari giornata positiva per Luxottica che chiude in positivo (+3.07%), Pirelli (+2.28%), Stmicroelec (+0.70%), Autogrill (+0.60%), Parmalat (+0.06%). Ondata di sell off sui bancari, Ubi Banca perde il (-7.13%), Unicredit (-5.65%) e Banca Popolare dell’emilia Romagna che chiude a (-5.44%). Negativi anche Ferragamo, dopo il rialzo di lunedì per effetto della scia di positività sul comparto lusso-moda e della scommessa che finisca nel mirino di potenziali compratori, ieri ha perso il (-6.60%) e Mediaset (-6.01%).

A livello macroeconomico, oggi alle ore 10.30 prevista l’uscita del dato PMI, indicatore importante ed attendibile per i mercati finanziari. È considerato il migliore per calcolare la produzione industriale, le pressioni inflazionistiche, le attività manifatturiere o del settore terziario. Se il dato effettivo fosse maggiore rispetto a quello previsto questo potrebbe portare benefici per la moneta. Evento importante della giornata è alle 13.45 la decisione sui tassi d’interesse, che dalle previsioni, dovrebbe rimanere invariato. Alle 2.30 avrà luogo la conferenza della BCE.

Alle 14.30, inizia la pubblicazione dei dati americani, con l’uscita del Tasso di Disoccupazione che misura la percentuale di disoccupati sul totale della forza lavoro e alle ore 16.00 verrà rilasciato l’ISM Non-Manufacturing PMI, un indice che si basa su dei questionari compilati dai direttori degli acquisti delle aziende non manifatturiere, mensilmente e in modo anonimo, se dovesse uscire un valore superiore a 50 potrebbe indicare che le aziende non manifatturiere stanno bene, e se l’economia di tale settore è in espansione l’ISM ha un trend crescente con valori superiori a 50, al contrario un valore inferiore a 50, specialmente con trend decrescente, indica che l’economia del settore non manifatturiero è in crisi.

Francesca Roveda

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