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Borsa & Finanza: Giornata di fortissima volatilità

Seduta veramente difficile quella a cui abbiamo assistito ieri per tutte le borse mondiali, caratterizzata inoltre da una fortissima volatilità che ha portato più volte, nel corso della seduta, bruschi cambi di direzione. Apertura negativa ieri in Europa, complici i soliti timori provenienti dalla Spagna e dai suoi isitituti di credito in seria difficoltà di liquidità, arrivata a perdere circa due punti percentuali rispetto alla vigilia. Una prima svolta importante si registra però alle ore 13.00, orario dove normalmente non si registrano forti movimenti direzionali bensì una fase di lateralità e di congestione rispetto alla tendenza configuratasi in mattinata, quando viene rilasciato un rapporto della Commissione europea in cui si parla della possibilità di definire un’unione bancaria a livello europeo. Notizia che ha messo le ali a tutti i listini in primis a Piazza Affari che in pochi istanti registra un fortissimo rialzo realizzando un uptrend di oltre trecento punti indice passando così in territorio positivo trascinato al rialzo da tutti gli istituti bancari che fino ad allora viaggiavano in negativo. Rimbalzo che però è durato veramente poco, dopo circa un’ora i trader americani hanno iniziato ad entrare sul mercato facendo arretrare tutti i listini e successivamente si è appreso il rifiuto da parte della Bce circa il salvataggio della banca iberica Bankia, l’istituto bancario maggiormente in difficoltà. Di conseguenza si è registrata una seconda parte di seduta dall’intonazione nuovamente e decisamente negativa che ha condotto il Ftsemib, così come le altre borse europee in prossimità dei minimi di giornata. Al fixing la peggiore è risultata Parigi che arretra del 2.24%, a seguire Francoforte (-1.81%), Milano (-1.79%) ed infine Londra (-1.74%). Male appunto anche la seduta a Wall Street che registra a fine giornata perdite cospicue: il peggiore è lo S&P500 che cede l’1.43%, a seguire il DJ (-1.28%) ed infine il Nasdaq (-1.17%).

Tornando a Piazza Affari nonostante il forte ribasso registrato sul nostro indice troviamo tuttavia nel paniere principale alcuni titoli che sono riusciti a terminare la seduta di metà settimana col segno verde, si tratta di: Banco Popolare (+1.17%), Telecom (+1.13%), Fiat Ind. (+0.95%), Azimut (+0.59%), Ubi Banca (+0.54%), Unicredit (+0.24%) e Terna (+0.22%). Nonostante la giornata terminata in positivo per Fiat Industrial, sostenuta dai rumors di mercato circa una possibile approdo a Wall Street, molto male ieri l’altro titolo della galassia Agnelli ovvero Fiat Auto che cede oltre cinque punti percentuali. Pessima giornata anche per Banca Popolare di Milano (-4.87%), Impregilo (-4.71%), Buzzi Unicem (-4.34%), Diasorin (-4.32%), Mediaset  (-3.72%), Ansaldo (-3.64%) e Bper (-3.62%).

Giornata odierna richissima da un punto di vista macroeconomico: durante la mattina verranno diffusi alcuni dati dal medio impatto sui mercati finanziari, da segnale inoltre una conferenza tra pochi minuti, alle ore 9.00, del Presidente della Bce Mario Draghi. L’attenzione sarà rivolta soprattutto nel primo pomeriggio europeo tra le 14.15 e le 14.30 quando verranno rilasciati importantissimi dati relativi all’economia americana: si tratta dell’Adp, del dato preliminare relativo al pil americano, previsto in discesa rispetto alla rilveazione precedente e dei sussidi di disoccupazione, che tra i tre sicuramente sarà il dato col minore impatto sui mercati. Alle ore 15.45 sarà la volta del Chicago Pmi, previsioni in crescita a 56.7 punti e alle ore 17.00 sarà la volta delle scorte settimanali di petrolio, previste in calo a 0.2M di barili.

Giornata inoltre molto importante in quanto oggi in Irlanda si svolgerà il referendum sul fiscal compact, i sondaggi parlano di una possibile vittoria del sì; un eventuale fallimento di questo referendum, qualora dovessero vincere i contrari, sarebbe un pessimo risultato per tutta l’Europa.

Marco Dall’Ava

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