Borsa & Finanza: Vendite, vendite, vendite

La musica ancora una volta non cambia e ci troviamo a commentare un’ennesima pessima seduta per le borse, soprattutto per Piazza Affari che ha praticamente quasi interamente seguito una sola direzione durante tutta la seduta di ieri, quella ribassista. Dopo una leggerissima apertura in positivo con la formazione di un gap up, immediatamente chiuso, c’è stato un nuovo tentativo di superamento dei massimi intraday, rivelatosi poi vano e da dove è iniziata alle ore 10.30 una giornata totalmente direzionale e improntata alla negatività. Bene l’asta spagnola dei titoli di stato tenutasi ieri in mattinata anche se non sembra essere stata apprezzata dai mercati: positiva sicuramente la domanda dei titoli di stato, che ha anche talvolta superato le attese, il problema sono stati i rendimenti che si sono rilevati decisamente superiori ai precedenti, variabile che mostra l’aumento del rischio sovrano spagnolo e di conseguenza notizia che non può far piacere agli investitori.

Unica novità della giornata di ieri è che per una volta, anche se solo frazionalmente Milano non si è rivelata la peggiore: ci ha pensato Madrid a “meritarsi” la maglia nera di giornata con un ribasso del 2.42% seguita da Parigi con -2.05%; comunque a breve distanza troviamo Milano con un -2.01%; diversa la performance negativa per Francoforte che cede al fixing lo 0.90% e soprattutto per Londra che chiude la giornata praticamente invariata (-0.01%) mostrando una decisa forza relativa rispetto alle altre piazze del Vecchio Continente. Anche Wall Strett termina in rosso la giornata: dopo un avvio che aveva condotto i listini americani in positivo un violento storno si è registrato a partire dalla chiusura delle borse europee salvo registrare alle 21 un rimbalzo tecnico che ha così evitato di terminare la seduta sui minimi di giornata, circostanza occorsa viceversa a Piazza Affari che ha configurato nuovi minimi proprio durante l’asta di chiusura, non facendo presupporre niente di positivo per la giornata odierna. Troviamo così l’indice tecnologico, peggior listino,con un ribasso dello 0.79%, a seguire S&P500 (-0.59%), meglio si comporta l’indice dei trenta titoli a maggior capitalizzazione che arretra dello 0.53%.

Tornando a Piazza Affari ecco le peggiori performance di ieri: Mediobanca (-4.39%), Fiat (-4.10%), Banca MPS (-3.55%), Ubi Banca (-3.47%), Telecom Italia (-3.37%), Banca Popolare di Milano (-3.25%), Intesa Sanpaolo (-3.22%), Unicredit (-3.12%) e Mediaset (-3.10%). Sotto il mirino degli investitori si evince come sia stato l’intero comparto bancario, a far da market mover sono ancora i timori legati alla difficile situazione economica finanziaria spagnola, ma non solo, forti ribassi anche per il titoli industriale Fiat, Telecom Italia e Mediaset. Gli unici titoli che, muovendosi in controtendenza rispetto all’indice di riferimento, sono stati Snam Rete Gas (+1.12%), Autogrill (+1.56%) ed Ansaldo (+0.07%) anche se termina la giornata con un frazionale recupero rispetto alla vigilia.

Per la giornata entrante dal punto di vista macroeconomico due i dati di maggiori rilievo diffusi durante la mattinata europea: il primo alle ore 10.00 sarà l’indice Ifo previsto in leggera diminuzione a 109.6 punti rispetto alla rilevazione precedente. Mezz’ora più tardi sarà la volta delle vendite al dettaglio inglesi m/m, previsioni in rialzo dello +0.4%. Dovremo poi nel corso della giornata spostare la nostra attenzione alle trimestrali previste in agenda a Wall Street: prima dell’apertura delle contrattazioni verranno diffusi i dati trimestrali Di McDonald’s (EPS 1.23$), nel corso della giornata verrano inoltre diffusi i risultati di General Electric e Honeywel, le previsioni degli analisiti stimano un utile per azione pari rispettivamente a 0.33$ e 0.99$. A Piazza Affari segnaliamo Banco Popolare, Bper e Saipem, nel giorni in cui si riuniranno le rispettive assemblee per l’approvazione dei dati di bilancio dell’ultimo esercizio.

Marco Dall’Ava

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