Sicilia, amministrative. Rischio di non candidabilità a sindaco di Cefalù per Sgarbi

Un’interrogazione è giunta al ministro dell’Interno, da parte dei senatori Ecodem, Francesco Ferrante e Roberto Della Seta. Tale interrogazione riguarda il rischio di non candidabilita’ di Vittorio Sgarbi alla poltrona di primo cittadino di Cefalu’ per le elezioni amministrative del 6 e 7 maggio. Questo rischio sarebbe collegato al fatto che il critico d’arte e’ stato sindaco di Salemi e la sua amministrazione e’ stata sciolta per infiltrazione mafiosa il 23 marzo dal Consiglio dei Ministri su proposta del ministro dell’Interno. Nell’interrogazione di Ferrante e Della Seta si legge  dei ‘contatti‘ di Sgarbi con Giuseppe Giammarinaro, quando era sindaco di Salemi e i due senatori chiedono al ministro dell’Interno di ”accertare se corrisponda al vero, e in caso affermativo come intenda intervenire per evitare infiltrazioni mafiose nelle prossime elezioni amministrative di Cefalù”, sul fatto che ”Sgarbi non solo passerebbe da Salemi a Cefalu’, ma fatto grave passerebbe da un ex sorvegliato speciale, Giuseppe Giammarinaro detto ‘Pino’, ad un condannato per mafia, Giuseppe Giusi Farinella, detto ‘Oro colato”’. Ferrante e Della Seta nell’interrogazione affermano che ”Farinella fu arrestato su mandato di Giovanni Falcone piu’ di 20 anni fa e condannato dalla Cassazione nel 1998 a quattro anni e sei mesi per associazione mafiosa, estorsione, porto abusivo di armi e materiale esplodente”. ”E’ importante sottolineare – scrivono Ferrante e Della Seta – che il Sea Palace di Cefalu’, dove il 17 marzo il critico d’arte ha annunciato ufficialmente che avrebbe corso per la candidatura a sindaco, e’ di proprieta’ di Giuseppe Farinella”.