Sgarbi e il botta e risposta con la senatrice del Pdl Simona Vicari e il segretario Alfano

La mia candidatura a Cefalu’ e’ stata accolta con favore dal presidente Berlusconi che sa che gli scioglimenti e le accuse per mafia sono spesso una finzione cui non ci si deve piegare” così risponde Vittorio Sgarbi, ex sindaco del comune di Salemi sciolto per infiltrazioni mafiose, alla senatrice del Pdl Simona Vicari che ha detto di non avere mai chiesto al critico d’arte di candidarsi a sindaco di Cefalù.  “Il segretario del suo partito, Angelino Alfano – aggiunge – ha accolto senza difficolta’, la mia candidatura ad Agrigento come assessore alla Cultura nella stessa coalizione che mi contrasta a Cefalu’. Neanche in Sicilia il Pdl ha una linea politica coerente?“. Ma in base a quanto viene spiegato in una nota del Pdl pare che non vi sia stato nessun avallo da parte del segratario Angelino Alfano: “Si precisa che il segretario nazionale del Popolo della Liberta’, Angelino Alfano, in merito a quanto dichiarato oggi da Vittorio Sgarbi, non e’ stato mai consultato circa l’eventualita’ di assegnare allo stesso Sgarbi l’assessorato alla Cultura di Agrigento, ne’ dunque l’ha mai avallata. Per quanto riguarda il voto a Cefalu’, inoltre, il segretario Alfano sara’ a Cefalu’ il quattro maggio per appoggiare il candidato sindaco del Pdl, Edoardo Croci, in linea con quanto affermato dalla senatrice Simona Vicari“. Si inasprisce il dibattito quando Sgarbi aggiunge: ”Alla ineleggibile Simona Vicari, non eletta ma nominata in Parlamento, e ai suoi sparuti seguaci – dice Sgarbi – comunico che la mia candidatura a Cefalu’ e’ stata accolta con favore dal Presidente del suo partito che, senza la sua ipocrisia, sa che gli scioglimenti e le accuse per mafia sono spesso una finzione cui non ci si deve piegare”. ”Se i suoi dubbi sono stati fugati dallo scioglimento del Consiglio Comunale di Salemi, non si capisce per quale ragione – osserva Sgarbi – il segretario del suo partito, Angelino Alfano, ha accolto senza difficolta’, la mia candidatura ad Agrigento come assessore alla Cultura nella stessa coalizione che mi contrasta a Cefalu’. Neanche in Sicilia il Pdl ha una linea politica coerente? Eppure nella conversazione che la Vicari ricorda a Montecitorio, le motivazioni della scelta di Croci non furono legate ne’ a Salemi ne’ ad Agrigento, ma alla imposizione di un candidato a lei sconosciuto, da parte di Gianfranco Micciche’, l’esponente di Grande Sud, con la sola motivazione di chiudere prioritariamente le alleanze tra Pdl e Grande Sud”. ”Resta, irrisolta, la contraddizione tra Agrigento e Cefalu’, e l’ipocrisia – conclude Sgarbi – di aver accettato sostegno elettorale, indicazioni di assessori, vice sindaci e finanziamenti, da quel Giusi Farinella che e’ stato legittimato finche e’ stato con la Vicari, ed e’ chiamato mafioso da quando sta con me: un’altra contraddizione. Come la risolvera’ l’ineleggibile Vicari”.
Non è assolutamente d’accordo con tali dichiarazioni il coordinatore del Pdl in Sicilia, Giuseppe Castiglione, il quale ha ribattuto: ”E’ inaccettabile l’attacco di Vittorio Sgarbi alla senatrice Vicari, che di certo non deve dimostrare a un critico d’arte prestato alla politica, il lavoro di moltissimi anni e il forte rapporto con gli elettori, confermato dalle tante competizioni politiche in cui e’ stata eletta con il sistema proporzionale e uninominale, basti ricordare l’Assemblea Regionale Siciliana e le amministrative di Cefalù“. ”Conoscere lo stile provocatorio che ha reso noto Sgarbi – aggiunge Castiglione – non significa sopportare offese e falsita’ su una donna delle Istituzioni, che e’ sempre stata stimata e apprezzata da tutti per la sua preparazione, serieta’ ed autorevolezza
Replicando ad Alfano, in una successiva nota Sgarbi dichiara: ”L’indicazione degli assessori e’ una decisione che attiene esclusivamente all’autonomia del candidato sindaco ma e’ chiaro che questa avviene nell’ambito di una coalizione nella quale, ad Agrigento, i miei rappresentanti sono stati riconosciuti e legittimati da Pdl, Grande Sud e dagli amici del maestro di politica di Angelino Alfano, ovvero il senatore Calogero Mannino”. ”Se Alfano non concorda sulla proposta del sindaco Toto’ Pennica, lo dica. E io, eventualmente – annuncia Sgarbi – non avro’ alcuna remora a ritirare la mia disponibilita’ e la mia delegazione con un comizio pubblico il 4 maggio, denunciando la sua scorrettezza formale”.
Sgarbi, inoltre, ha annunciato anche di ritirare la disponibilita’ offerta un mese fa ad Alessandro Arico’, candidato sindaco di Fli, Api e Mpa alle amministrative di Palermo, a fare l’assessore alla Cultura in caso di una sua vittoria: “Nell’attuale quadro politico di Palermo, e preso atto dell’alleanza tra Mpa e Pd a Cefalu’ dove io sono candidato sindaco, ritengo opportuno declinare l’offerta“.