Sanità, Sicilia. Sospese le attività dell’unità operativa oncologica del Policlinico Giaccone di Palermo

In seguito ai risultati dell’ispezione congiunta del Ministero della Salute e della Regione Siciliana effettuata nel reparto di Oncologia del Policlinico Giaccone, dopo il decesso di una paziente per un errore nella chemioterapia, il Ministro della Salute Renato Balduzzi e l’assessore alla sanità della Regione Siciliana, Massimo Russo, hanno disposto la sospensione temporanea delle attività dell’Unità Operativa di Oncologia.
Il ministero della Salute, in una nota, spiega come la sospensione si sia resa necessaria ”per gli elevati e permanenti livelli di rischio per pazienti e operatori e per la mancanza delle garanzie circa le necessarie condizioni di qualità e di sicurezza”.
Tale blocco temporaneo dovrebbe permettere all’ospedale di adeguare rapidamente l’unità operativa agli standard di sicurezza, riducendo nel contempo al minimo il disagio dei pazienti.
Sono 20 i punti di criticità gestionale organizzativa, strutturale e sanitaria rilevati dalla Commissione multidisciplinare ispettiva:  “la carenza di formalizzazione su chi è autorizzato a prescrivere, preparare e somministrare i farmaci; prescrizioni effettuate prima di vedere i pazienti e senza rivalutazione; controllo insufficiente delle giacenze dei farmaci chemioterapici e della tenuta dei frigoriferi; preparazione affidata, a rotazione, al personale infermieristico, talvolta precario; mancato coinvolgimento della farmacia; preparazione dei farmaci in contesto strutturalmente ed organizzativamente inadeguato; uso di sacche per l’infusione dei farmaci chemioterapici senza etichetta completa; mancanza di schede analitiche individuali per le terapie; assenza di un programma di formazione per il personale che prescrive, prepara e somministra chemioterapici; assenza di procedure per la comunicazione ai pazienti e familiari; inosservanza delle regole rispetto al ruolo degli specializzandi”.
Tali ciriticità vengono ripoirtate nella delibera dell’assessorato regionale per la Salute con cui si dispone la sospensione delle attivita’ dell’Unita’ Operativa Complessa di Oncologia Medica del Policlinico ”Giaccone”. Nella delibera si legge: “Non c’e’ alcuna consapevolezza e attenzione al problema della sicurezza ne’ a livello di direzione ne’ tra gli operatori. E’ evidente una totale assenza di integrazione tra universita’ e azienda”. Nel reparto ”tutto sembra affidato al caso e a prassi dettate da consuetudini diffuse verbalmente e non codificate. non vengono effettuate sistematicamente riunioni del personale, ne’ audit civici. Si delinea un contesto confuso con informazioni casuali e scarsamente verificabili. Nel reparto la relazione e’ conflittuale e scarsamente collaborante. C’e’ un modo di operare a compartimenti stagni e una gestione personalistica dei pazienti. Non e’ formalizzato chi e’ autorizzato a prescrivere, preparare e somministrare i farmaci antiblastici. In piu’ le prescrizioni vengono effettuate prima di vedere i pazienti senza rivalutazione e non vengono controfirmate dal medico strutturato”. Quello che maggiormente risulta grave e’ ”un controllo insufficiente delle giacenze dei farmaci chemioterapici e della tenuta dei frigoriferi: la preparazione e’ affidata al personale infermieristico che non segue corsi di formazione dal 2004”. Inoltre la farmacia non e’ coinvolta nella fase di preparazione dei farmaci e nelle ricognizioni di controllo e di verifica sull’appropriatezza prescrittiva. ”C’e’ un solo infermiere professionale – continua la relazione – che prepara i farmaci, risponde al telefono e riceve le prescrizioni via fax: quindi e’ potenzialmente soggetto a distrazioni e vengono meno le regole di buona preparazione“.