Salemi, l’archivio Kim’s Video: «Nessun abbandono. Diffuse insinuazioni gravi e notizie false»

In riferimento al contenuto di due «lanci» dell’Agenzia Ansa, diffusi ieri giovedì 5 aprile,  ripresi dai siti web dei quotidiani «La Sicilia» e «Corriere della Sera», nonché dal «Giornale di Sicilia» e dal sito web di «Rai News»,  relativi all’archivio «Kim’s Video», una collezione di 46 mila titoli ospitati presso il «Cine Teatro Kim» di Salemi, la dottoressa Antonina Grillo, referente del progetto per il Comune di Salemi, precisa quanto segue:

Nel 2010 il Comune di Salemi ha acquistato, grazie a una segnalazione di Franca Pauli e Dario Colombo della Fondazione Clio (e non, dunque, di Oliviero Toscani, che è intervenuto successivamente manifestando intenzione di acquistarla privatamente) la collezione completa di una cineteca americana di proprietà di Yongman Kim.

Nello stesso anno il Comune, nella prospettiva di rendere fruibile questo archivio,  ha partecipato assieme all’associazione Arcidonna, a un bando della Regione Siciliana, con un progetto denominato Gi.a.c.s» (Giovani, arte e cultura per lo sviluppo economico, sociale e ambientale dei contesti urbani) nell’ambito del quale è stata prevista la catalogazione, digitalizzazione e valorizzazione dell’archivio cinematografico.

Contrariamente a quanto diffuso dall’Ansa, la spesa prevista per l’archivio «Kim’s Video» è di 272 mila euro e non 867 mila; cifra, quest’ultima, che fa riferimento al all’intero progetto « Gi.a.c.s», di cui l’Arci è capofila e il Comune di Salemi partner, e che prevede altre attività.

Non solo. Dei 272 mila euro destinati all’archivio «Kim’s Video», sono stati spesi sino ad oggi circa 14 mila euro (quattordicimila euro).

Sin dall’inizio del progetto, il Comune aveva individuato come sede dell’archivio, il «Cine Teatro Kim» di via Rocco Chinnici, il cui collaudo è stato concluso appena una settimana fa, non essendovi fino ad allora le condizioni logistiche per potere sistemare, oltre ai film, le apparecchiature informatiche e realizzare la rete di trasmissioni dati.

Il ritardo nell’allocazione dell’archivio presso il «Cine Teatro Kim», dunque, è dovuto a oggettivi impedimenti tecnici, in nessun modo imputabili, diversamente da quanto è stato insinuato, al personale impegnato nelle attività di catalogazione e digitalizzazione.

L’archivio è oggi sistemato in locali sicuri, a norma di legge e dotati dell‘impianto di allarme e con un custode anche nelle ore notturne.

Risulta infondata oltre che diffamatoria l’insinuazione fatta dal fotografo Oliviero Toscani (che a Salemi, dal giorno delle sue dimissioni non ha più messo piede) e ripresa, senza alcun riscontro, dal collaboratore dell’Ansa secondo cui «la collezione sta marcendo all’umido in mezzo a topi e scarafaggi». Affermazione falsa diffusa deliberatamente da Toscani con il solo scopo di ottenere clamore mediatico. Clamore che ha ottenuto senza che alcun giornalista, abituati ormai come sono in una deprecabile attività di «copia e incolla», verificasse la fondatezza di una simile accusa.

I titoli non sono 55 mila come inizialmente comunicato, per approssimazione, dallo stesso proprietario della collezione, ma 46 mila, e ciò per il semplice fatto che dello stesso film ci sono più copie e in diversi supporti (Vhs e Dvd).

E’ pertanto falsa l’ulteriore insinuazione, anche questa diffamatoria, dell’Ansa, secondo cui ci sarebbe un «ammanco di 10 mila film»

I titoli digitalizzati, ovvero trasferiti dal supporto Vhs e Dvd in formato digitale, non sono 3682, come erroneamente scrive l’Ansa, ma 5000 (cinquemila).

Si tratta di un lavoro tecnicamente lento perché per riversare i Dvd ci vogliono 20 minuti a film, e 40 minuti per quelli in Vhs.

Nelle ultime settimane il Commissario Straordinario Guglielmo Serio, ha seguito personalmente presso il «Cine Teatro Kim’s» i lavori di catalogazione e digitalizzazione dei film, sollecitando il personale a recuperare i ritardi tecnici perché si possa presto aprire al pubblico l’importante collezione.

Quanto sopra specificato, era stato riferito, con dovizia di dettagli, al collaboratore dell’Ansa Massimo Di Martino, venuto a Salemi sabato 31 marzo, e di cui non ci è sfuggito, sin dalle prime sue domande, il pregiudizio sia sulla storia della collezione sia sui successivi passaggi, probabilmente per le informazioni errate che gli erano state fornite, e che purtroppo l’Ansa, senza alcun riscontro, ha elevato a «notizie».