Roma: rapina a due gioiellieri, ucciso bandito. Era boss banda della Magliana

Era il boss della banda della Magliana Angelo Angelotti il bandito ucciso nella rapina ai due gioiellieri questa mattina a Roma. Angelotti, 61 anni, è stato identificato dalla polizia. Un altro di 44 anni è rimasto ferito gravemente al collo. Il terzo bandito è stato rintracciato dalla polizia in tarda mattinata. Si tratta di un pregiudicato di 50 anni che è stato trovato all’ospedale Cto, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico per una ferita di arma da fuoco al torace. Uno dei gioiellieri ha invece riportato una ferita ad una mano. Il 61enne Angelotti, identificato dalla polizia, è stato uno dei partecipanti all’omicidio di EnricoRenatinoDe Pedis, il numero uno dell’organizzazione criminale, assassinato per un regolamento di conti su ordine dei suoi vecchi amici il 2 febbraio del 1990, e attualmente seppellito nella basilica di Sant’Apollinare. Condannato in via definitiva a 15 anni di reclusione per concorso nell’omicidio di De Pedis, sarebbe stato proprio Angelotti a fare da esca per attirare Renatino sul luogo dell’agguato: con la scusa di un acquisto di preziosi lo avrebbe infatti invitato nella sua bottega da antiquario in via del Pellegrino, a pochi passi da Campo de’ Fiori, davanti alla quale il boss venne freddato da due sicari in moto intorno alle 13. Una responsabilità che però Angelotti ha sempre negato: ”Non sono un infame. Io quella mattina in via del Pellegrino non c’ero”. Cresciuto a Tor Marancia, Angelo Angelotti aveva alle spalle una lunga carriera criminale, proseguita anche dopo il declino della Banda della Magliana storica seguito all’operazione ‘Colosseo’, l’inchiesta del 1993 che portò a decine di arresti e di fatto allo smantellamento dell’organizzazione.
Tra gli anni ’90 e il 2000 venne arrestato due volte: il 14 dicembre del 1998, dopo che era stato già condannato in primo e secondo grado a 30 anni di reclusione per omicidio, associazione mafiosa e traffico internazionale di droga, fu catturato dai carabinieri, mentre era sul punto di fuggire per evitare la sentenza della Cassazione. Nel luglio del 2000 venne nuovamente arrestato, con altri nomi storici della Banda della Magliana, come Massimo Carminati e Manlio Vitale detto ‘er gnappa‘, nell’ambito di un’inchiesta su usura, droga, gioco d’azzardo. Angelotti si occupava in particolare del traffico di stupefacenti, nell’ambito di un’organizzazione, scriveva il gip nell’ordinanza ”discendente direttamente dalla vecchia banda della Magliana”.