Reggio: sit-in dopo l’aggressione omofoba

A una settimana dall’ aggressione del giovane omosessuale di 28 anni picchiato con un pugno in strada ed umiliato da un infermiere in ospedale, questa sera a Reggio Calabria si e’ svolto un sit-in di solidarieta’. Numerose persone hanno partecipato all’iniziativa svoltasi nel cuore della citta’, a pochi metri dal punto in cui e’ avvenuta l’aggressione ai danni di Claudio. Durante la manifestazione e’ intervenuto il giovane gay aggredito ed ha affermato che ”questa iniziativa non deve servire per esprimere a me la solidarieta’ ma deve essere una occasione per la liberta’ di ognuno di noi. Ci sono ancora molte zone d’Italia dove ci sono situazione difficili e dove i gay sono costretti a nascondersi. Bisogna avere coraggio per poter vivere liberamente la propria vita”. A Reggio Calabria e’ giunta anche la responsabile cultura e componente dell’Arcigay nazionale, Maura Chiulli, la quale ha rivolto un invito al mondo istituzionale perche’ serve un ”segnale forte verso il diritto all’eguaglianza. Il significato assoluto di questo sit-in e’ che la citta’ non ha paura e intende reagire a queste aggressioni omofobe. Come arcigay ci costituiremo parte civile nel procedimento penale contro gli aggressori di Claudio”. Per il presidente dell’Arcigay ‘Due Mari’ di Reggio Calabria, Andrea Misiani, l’iniziativa di questa sera ”e’ un gesto che parte dall’aggressione per poi voler affrontare una discussione piu’ ampia sull’omofobia che riguarda la formazione e l’informazione. Serve un cambio di cultura radicale affinche’ la solidarieta’ espressa in questi giorni dalle istituzioni non resti solo una facile retorica”.