Reggio: nota di Giovane italia sull’aggressione omofoba

Di seguito la nota diffusa da Manuela Infortuna Presidente Giovane Italia Grande Città: Che fossimo una città connotata da un alto tasso di inciviltà, credo sia noto a tutti. Ma credo che in questi giorni si sia superata la soglia della sopportabilità e non ho paura di essere accusata di fare retorica e di denigrare la mia città, perché è vero, è sotto gli occhi di tutti, ogni giorno: scritte sui muri, panchine e vetri rotti, parcheggi in doppia fila (se non in terza) o nella corsia dei bus, elenco lunghissimo di piccolezze che riflettono la maleducazione di questa città.
Che fossimo una città con una mentalità predominante di tipo maschilista quasi omofoba, beh, anche qui mi sembra di scoprire l’acqua calda; il recente evolversi di anni di indagini ha portato alla luce la verità sull’ uccisione di Angela Costantino, ennesima prova di come le donne siano scarsamente considerate. E’ una città dove le apparenze prevalgono sulla sostanza, al giovane reggino basta passeggiare con vistosi “macchinoni” ( giusto perché c’è crisi economica e manca il lavoro), parcheggiare davanti al bar in voga, avere il cellulare di ultima generazione, andare alle feste e “spaccuniarsi” per tutta la serata. Leggo messaggi di sorpresa e di stupore per quello che é successo l’altra sera al povero ragazzo aggredito; io purtroppo non mi stupisco affatto, per i motivi detti sopra, perché per quanto vogliamo essere una città metropolitana, dobbiamo ancora maturare molto soprattutto nell’educazione civica. Siamo un popolo di lamentosi, ci lamentiamo per la sporcizia nelle strade, ma siamo i primi che buttiamo i rifiuti ingombranti nella strada o i sacchetti fuori dai cassonetti; ci lamentiamo per la via Marina sporca ma siamo i primi che facciamo passeggiare i nostri cani senza raccogliere i loro escrementi o se vediamo qualcuno danneggiare un bene comune ridiamo invece di richiamarlo. Spero che questo brutto gesto possa svegliare le menti e le intelligenze dei giovani reggini perché nel 2012 non si può essere presi a pugni in quanto omosessuali, non si può nel 2012 essere emarginati da un intero paese, costretti a scappare dalla propria terra solo perché si è deciso di denunciare gli aguzzini che abusavano di te. Perché, se dovesse accertarsi come vera, é inconcepibile la notizia di un infermiere che abbia così gravemente mancato di professionalità e di tatto nei confronti di una vittima di lesioni. Unanimi e concordi nel condannare l’accaduto reputo ancor più inutile e sterile sollevare inutili polemiche.
La dignità umana non ha colore, non è né di destra e neppure di sinistra, è di tutti!