Reggio: iniziativa di comune e provincia. Seby Vecchio sulla futura città metropolitana

L’idea è quella di mettere insieme Istituzioni locali, Comuni, Camera di Commercio, sindacati, senatori e deputati, oltre a personalità di rilievo politiche ed istituzionali. Tutti in unico Comitato promotore per istituire la Città Metropolitana di Reggio Calabria. Questo in sintesi il primo obiettivo concreto di una proposta che vede comunemente impegnati il Presidente del Consiglio Provinciale Antonio Eroi ed il Presidente del Consiglio Comunale Sebastiano Vecchio. Una iniziativa congiunta volta ad imprimente una netta accelerazione a questo processo istitutivo e gettare così definitivamente le basi per il lavoro di un comitato che affianchi diverse identità, a partire dalla Provincia e dal Comune di Reggio Calabria, per viaggiare su un doppio binario: da un lato la progettualità immediata, concreta, nell’ambito di alcune materie, di quei servizi che possono essere organizzati ed erogati su scala metropolitana; dall’altro la pressione perché una discussione sia aperta in sede nazionale con la richiesta esplicita al Governo di emanare in tempi rapidi il regolamento che disciplina il procedimento di indizione e svolgimento del referendum. Il Presidente del Consiglio Comunale di Reggio Calabria Sebastiano Vecchio non ha dubbi e rompe gli indugi: “L’area metropolitana è una opportunità e può diventare realtà già entro il 2014. Una data possibile se si rispetta il preciso calendario degli adempimenti necessari, percorrendo a passi svelti le diverse tappe. Cosi Reggio Calabria potrebbe finire con l’essere tra le prime nuove Città Metropolitane in Italia. Sulle tappe da seguire – sottolinea Seby Vecchio – sono d’accordo con il Presidente della Provincia di Reggio Calabria, Giuseppe Raffa. Infatti, come da lui stesso ribadito nel corso di un recente incontro, ritengo anche io che siano due le principali questioni da definire: le competenze e il perimetro. Non si tratta di cose da poco. Ritengo che la soluzione migliore possa essere quella di vedere Provincia e Comune istituire una commissione mista proprio per elaborare lo Statuto e definire i confini della Grande Reggio”. “Sull’argomento, di certo, non sarà passato inosservato a nessuno quanto reso noto sempre dallo stesso Presidente della Provincia, Giuseppe Raffa: sono ben 67 i Comuni sulla totalità dei 97 interpellati che hanno già aderito ad una proposta fatta loro appunto dalla Provincia, rispondendo positivamente ad un questionario circa le future competenze e la disponibilità dei Sindaci ad aderire alla Grande Città Metropolitana di Reggio Calabria. Ed è proprio questo il metodo giusto da seguire: avviare dal basso un percorso virtuoso” Secondo il presidente del Consiglio Comunale Sebastiano Vecchio: “solo così facendo sarà possibile definire una cornice condivisa nel giro di un semestre”. Poi sarà necessario un referendum confermativo. Il presidente del Senato Schifani – prosegue Vecchio – recentemente ha definito l’abolizione delle Province «un percorso ormai irreversibile». Ma non tutto il male viene per nuocere. Nel quadro dell’abolizione delle Province, l’area metropolitana può trovare peso, mi auguro immediatamente. Ovviamente occorre che chi ha il compito di guidare questo processo istitutivo, mi riferisco alla Provincia di Reggio Calabria, eserciti il suo naturale compito di coordinamento e di cabina di regia fornendo la dovuta rassicurazione ai piccoli Comuni che non credo abbiano nulla da temere. Tutto dovrebbe, infatti, reggersi sulla condivisione da parte del territorio. L’abolizione delle Province decisa dal decreto Salva Italia (numero 201 del 2011) porta primi effetti già a partire dalle elezioni 2012: sei province, tra cui Como, non andranno al voto. La medesima cosa accadrà alla Provincia di Reggio Calabria a fine mandato. Ma l’area reggina è una delle dieci grandi città per cui la legge prevede un destino diverso. La scadenza del mandato potrebbe portare la Provincia al voto per la nuova Città metropolitana nel 2016, quando anche il Comune arriverà alla scadenza naturale. In questi giorni ho inteso incontrare il Presidente della Provincia Giuseppe Raffa ed il Presidente del Consiglio Provinciale Antonio Eroi per proporre loro l’idea di convocare in modo simultaneo entrambe le assisi elettive e sottoporre ai consiglieri il documento iniziale quale primo atto del nascente Comitato promotore della Città metropolitana di Reggio Calabria, con la speranza che almeno su questi temi importanti si riesca a raggiungere una intesa unitaria e bipartisan tra le diverse forze politiche in campo. Sarebbe auspicabile, ad esempio, se tale documento prevedesse di trasformare due enti, la Provincia di Reggio Calabria e il Comune di Reggio Calabria – in un unico ente: la Città metropolitana di Reggio Calabria, governata da un sindaco metropolitano eletto direttamente dai cittadini di un’area di oltre trecentomila abitanti. A questo punto sarebbe il caso di istituire la commissione congiunta, composta da consiglieri comunali e provinciali. Al governo tocca emanare il regolamento per il referendum confermativo (oppure adottare un provvedimento urgente che definisca le questioni ancora aperte). E veniamo alle competenze da definire. Sul punto il Presidente Vecchio ha le idee chiare “viabilità, trasporti, acqua, tenore di vita, lavoro e cultura ma soprattutto rifiuti, lavoro e riqualificazione professionale, pianificazione territoriale e non molto oltre. Ovviamente so benissimo – conclude Vecchio – che questo disegnato potrebbe diventare facilmente anche un percorso ad ostacoli. Personalmente sono fiducioso che questo non accadrà visto che dal punto di vista politico la Regione saprà evitare qualsivoglia presunto pregiudizio funzionale così come ritengo che i Comuni aderenti al progetto di Città Metropolitana non abbiano a che temere di essere declassati a semplici quartieri. “Questo non potrà mai capitare” – conclude con ottimismo il presidente Vecchio, che ha pochi dubbi: Reggio Calabria ed il suo comprensorio provinciale hanno certamente i connotati tipici di realtà metropolitana. Basti pensare infatti che la città metropolitana di Milano ha un’estensione territoriale di poco più di mille e seicento ettari, mentre quella di Reggio e’ di quasi tremila e cinquecento; penso a Venezia con poco più di duemila ettari, mentre Roma si estende fino cinquemila ettari. Aspetto culturale e vastità del territorio, dunque, sono parametri positivi che devono rappresentare i veri capisaldi di questo processo che vedrà la nascita della Città Metropolitana quale motivo di superamento dei problemi atavici di un area vasta come la nostra”.