Reggio: infuriano le polemiche sulla proposta di intitolare piazzetta Orange a Giorgio Almirante

Piazzetta Orange - foto di Peppe Caridi

Quando si esprime una posizione, se questa non è sostenuta da argomentazioni vuol dire che la stessa non ne ha e non ha motivo di esistere. Dichiarare la propria contrarietà all’intitolazione di piazza Orange a Giorgio Almirante, segretario storico del MSI, senza fornire nessuna motivazione o ragionamento, non è esprimere un opinione ma mette in evidenza come questa contrarietà sia esclusivamente una posizione vuota, volgare, stupida e ideologica, non ragionata né pensata ma figlia di odi di altri tempi e stagioni che fortunatamente l’Italia ha superato e dai quali dobbiamo solo prendere insegnamento. Non sta a me difendere la persona di Giorgio Almirante dalle insinuazioni che, attraverso la diffusione di un estratto di una sola sua frase, decontestualizzata, mirano a screditare la persona di Almirante, ma è la sua storia umana e politica a parlare chiaro ed a testimoniare l’integrità e l’alta statura morale di uomo come lui, al di là delle idee che potesse avere e professare. Questo ovviamente per chi lo ha conosciuto, direttamente o indirettamente, mentre per chi non lo ha conosciuto consigliamo di documentarsi veramente prima di tentare di esprimersi in merito. L’Italia e la politica italiana oggi ha bisogno di uomini come Giorgio Almirante. Pochi giorni fa i giovani del MSI-Fiamma Tricolore hanno già titolato piazza Orange a Giorgio Almirante. Con un blitz è stato affisso lungo la balconata che sovrasta il lato superiore della piazza un enorme striscione con la scritta “piazza Giorgio Almirante”, e ad ogni angolo della stessa piazza sono stati affissi dei cartelli ad indicare il nome del posto in cui ci si trova, appunto piazza Almirante. Un piccolo gesto goliardico e simbolico, nonché un piccolo volo di fantasia che però sta già precorrendo un futuro prossimo certo. Piazza Orange si chiamerà presto piazza Giorgio Almirante, su iniziativa del MSI-Fiamma Tricolore e per volontà dei reggini che hanno sottoscritto con entusiasmo la petizione promossa, e la volontà popolare non va mai messa in discussione! Le oltre mille firme raccolte (sulle 500 richieste da regolamento comunale) sono segno evidente dell’affetto che i reggini hanno verso la figura e la persona di Almirante, ma soprattutto è il segno di un bisogno sempre più impellente, ovvero quello di tornare alla politica, alla buona politica, fatta di confronti anche accesi ma leali, corretti e soprattutto costruttivi ed a servizio della collettività e della nostra amata città“. Con  questa nota i giovani di Fiamma Tricolore si sono esposti sulla vicenda dell’intitolazione di piazzetta Orange a Giorgio Almirante.

Piazzetta Orange - foto di Peppe Caridi

Proprio su quest’argomento aveva risposto in modo molto polemico il consigliere comunale di Rifondazione Comunista Demetrio Delfino, il quale sostiene che Reggio “non può e non deve tornare ad essere la culla del neofascismo. La persona che oggi molti osannano, Giorgio Almirante, non solo fu tra i firmatari del Manifesto della Razza, che diede il via alla persecuzione nazi-fascista contro gli ebrei in Italia, fu anche tra i più ferventi sostenitori della Repubblica di Salò, che asservì gran parte del nostro Paese all’occupante tedesco. Ma le gesta di Almirante non si limitano a questo. Ben pochi, infatti, ricordano che il capo indiscusso del Movimento Sociale Italiano fu condannato dalla Magistratura italiana per favoreggiamento aggravato nei confronti di Carlo Cicuttini, dirigente dell’Msi friulano e autore della Strage di Peteano del 1972 nella quale tre carabinieri furono fatti saltare in aria. Per tale crimine Almirante non scontò la pena perché chiese l’amnistia che gli venne concessa solo in quanto ultrasettantenne. Questo grande statista, al quale si rende omaggio per lo Stato italiano è dunque un terrorista, complice dell’assassinio di tre carabinieri.Non so come facciano i sostenitori di questa assurda farsa, a non arrossire. Nomi come quello di Almirante dovrebbero essere pronunciati con grande imbarazzo, e invece molti di voi hanno l’ardire di urlarlo. Nessuno dovrebbe esser fiero di avere avuto come maestro un terrorista filonazista, ma qui il pudore non sembra essere di casa. Ma questa non sarebbe neanche la prima volta che questa amministrazione, a colpi di maggioranza, decide di intitolare piazze, erigere monumenti, incensare personaggi, che non rappresentano affatto la popolazione reggina, ma solo i convincimenti personali di alcuni suoi amministratori. Così è stato per l’Arena dello Stretto, intitolata, tra mille polemiche, a Ciccio Franco, così è stato anche per la stele dedicata ai moti del ’70, un altro colpo di mano autoreferenziale di questa maggioranza. Tutti ad esaltare l’epopea della Rivolta di Reggio, come se fosse l’unico collante identitario, l’unico orgoglio da ostentare. Chiedo a tutti i cittadini, ma anche ai colleghi, di non farsi fregare, di non abbassare la testa davanti a queste proposte deliranti. Tutti noi dovremmo difendere Reggio da queste bordate nostalgiche o, di questo passo, prima o poi ci chiederanno di votare un ordine del giorno in cui al punto cinque comparirà la proposta di intitolare il Teatro Cilea ad Erich Priebke. Un monumento per ogni ‘vittima’ del processo di Norimberga. E per finire penso che una piazza debba essere intitolata a persone che uniscono le masse e non certo a quelle che, invece, le dividono. E allora propongo quello che diceva Pasolini intitoliamo piazze e strade agli ultimi della terra, ai poveri ai bisognosi, agli sfruttati, agli emarginati agli onesti lavoratori che sopravvivono con poche lire al mese.. Questi sono i veri eroi del nostro tempo ed è giusto intitolare a loro le nostre strade. Che bello vedere piazza ‘Gennaro Esposito’: netturbino!“.

Un altro botta-risposta si era verificato nei giorni precedenti tra Luca Taveri, sempre di Fiamma Tricolore, e Nino Mallamaci di Sel.
Come andrà a finire?