Preoccupazioni politiche per l’europa

Lunedì nero per le piazze europee, Piazza Affari termina la seduta registrando un (-3.83%), Londra chiude in positivo con un (-1.85%), Parigi (-2.83%), Francoforte ( -3.36%). La tensione resta alta sul mercato obbligazionario con il differenziale di rendimento tra Btp-Bund si attesta a 408. A preoccupare l’incertezza sull’esito delle elezioni presidenziali in Francia, oltre che sulla crisi politica interna olandese. Dopo la conferma del premier olandese, poi dimesso, che il negoziato tra la coalizione di governo e i suoi alleati per un piano di austerity di 16 miliardi di euro è fallito, i mercati hanno iniziano la strada ribassista, le dimissioni aprono la pista alle elezioni anticipate. Come per la Francia, anche in Olanda i movimenti della destra si stanno rafforzando sempre più e anche oltre oceano si sente il timore.

Wall Street risente delle tensioni europee, il Dow Jones ha perso il (- 0,78%), il Nasdaq (-1%),lo S&P500 perde  il (-0.84%). Gli investitori scontano i dati relativi all’attività manifatturiera in Cina e in Europa. L’indice Pmi manifatturiero in Germania negativo a 46,3 punti quasi 2 punti in meno rispetto quello di marzo. Mentre in Cina l’indice dei responsabili degli acquisti del settore manifatturiero calcolato da Hsbc è aumentato a 49,1 punto in più rispetto a quello di marzo (comunque al di sotto della soglia dei 50 punti). Ma non sono solo i fondamentali dell’economia mondiale a spaventare.

Nell’agenda macroeconomica di oggi, alle ore 10.30, l’uscita del Public Sector Net Borrowing che  indica la differenza tra la spesa e le entrate di aziende pubbliche, governo centrale e governi locali nel mese precedente, l’effetto potrebbe essere che se l’indice è inferiore alle aspettative, potrebbe risultare positivo per la valuta. Alle 14.30, appuntamento con il Core Retails Sales (CAD), le vendite al dettaglio alle quali non viene aggiunta la componente relativa alla vendita delle automobili, (soggette ad elevata volatilità). Le vendite delle automobili pesano per il 20% su Retails Sales, ma poichè tendono a falsare la spesa, Core Retails Sales è più affidabile nel misurare la variazione nelle vendite al dettaglio del mese precedente. Se l’attuale fosse maggiore rispetto a quello previsto, potrebbe essere positivo per la valuta.

Alle 16.00 è prevista l’uscita dei dati americani: il CB consumer confidence index, un indicatore redatto per misurare il grado di fiducia dei consumatori rispetto all’economia, (consumatori sono ottimisti o pessimisti rispetto all’andamento dell’economica), una valore migliore delle previsone potrebbe influenzare positivamente la valuta. Sempre alla stessa ora, uscita dell’indicatore sulle New Home Sales,  indagine che riflette lo stato di salute del settore delle costruzioni e risulta un buon indicatore della spesa per consumi. Alle 21.30 stasera, il governatore della BOC, Bank of Canada, Mark Carney parlerà come capo della banca central che ha il controllo degli interessi a breve termine, gli investitori dovranno avere un occhi puntato sulla valuta per una possibile volatilità della stessa.

Francesca Roveda

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